Domenica 4 Novembre, presso il Seminario Vescovile di Mantova, si è riunito il consiglio Regionale dell’Azione Cattolica. L'appuntamento è stata l'occasione per riprendere la prospettiva dell'impegno sociopolitico così come tratteggiato dal presidente nazionale Matteo Truffelli nel suo ultimo libro “La P maiuscola – Fare Politica sotto le parti”.

Dopo la preghiera iniziale e l’introduzione della delegata regionale Valentina Soncini, è stata proiettata una video intervista in cui Matteo Truffelli ha delineato le principali tematiche sviluppate nel suo libro.

Secondo Truffelli, la realtà attuale è difficile da interpretare a causa della saldatura tra due differenti correnti di pensiero: l’atteggiamento di chiusura che domina il panorama politico e le forti contrapposizioni al Pontificato di Papa Francesco presenti in alcuni ambiti ecclesiastici. È quindi a partire da questa difficoltà che ancora di più capiamo l’urgenza, per la nostra Associazione di rispondere allo stimolo che Papa Francesco a rivolto all’AC in occasione dell’incontro nazionale per i 150 anni della sua fondazione: “Sentite forte dentro di voi la responsabilità di gettare il seme buono del Vangelo nella vita del mondo, attraverso il servizio della carità, l’impegno politico – mettetevi in politica, ma per favore nella grande politica, nella Politica con la maiuscola!”

Maritain diceva che nell’ambito politico dobbiamo agire da Cattolici e non in quanto Cattolici. La scelta religiosa dell’AC nasce da questa considerazione, cioè dalla necessità di individuare gli ambiti politici in cui l’Associazione può effettivamente impegnarsi. Questo equilibrio ha però bisogno di essere continuamente ripensato per adattarsi al mutamente del clima sociale.

Il Presidente Nazionale ha quindi presentato le idee principali descritte nel suo libro:

  • “Stare sotto le parti” per Truffelli vuol dire abbandonare un atteggiamento di giudizio nei confronti della politica, vuol dire non cadere nella tentazione di posizionare l’Associazione a fianco di una parte politica e quindi anche non opporsi aprioristicamente a nessuna parte politica, vuol dire non difendere specifici interessi o posizioni ( con il rischio di perdere credibilità), vuol dire invece mettersi nella prospettiva delle persone che hanno meno possibilità e di coloro che dal potere possono essere schiacciati. Deve quindi essere l’atteggiamento dello “stare sotto le parti” il nostro metro di giudizio nei confronti della politica.
  • “Una Politica con la P maiuscola” è una politica che ricerca sempre il bene comune e che si fa carico delle reali questioni del nostro tempo. In particolare, Truffelli individua alcune criticità su cui l’AC può operare in modo significativo: le diseguaglianze sociali crescenti, una sempre maggiore incapacità al confronto e la difficoltà di una parte consistente dei cittadini a leggere la realtà con sguardo critico.

Infine, il Presidente ha concluso il suo intervento sottolineando come l’AC dovrebbe partire da ciò che nell’Associazione è già presente: cioè dagli aderenti che sono stati impegnati o che attualmente sono impegnati in politica e che spesso di sentono isolati e non sostenuti nel loro percorso.

A conclusione dell’intervento di Matteo Truffelli, sono stati presentati due ospiti invitati per sviluppare ulteriormente la tematica dell’incontro:

  • Stefano Padoan, giovane professionista della comunicazione e consigliere comunale del Comune di Bresso;
  • Silvio Crudo, sociologo e già delegato regionale AC del Piemonte.

A loro è stato chiesto di descrivere le loro reazioni nei confronti della proposta avanzata nel libro scritto dal Presidente Nazionale, ovviamente rapportandole alla loro particolare esperienza di aderenti e di cittadini impegnati in politica.

Secondo Stefano Padoan lo stile suggerito nel libro, lo “stare sotto le parti”, si rifà allo stile evangelico, cioè ad uno stile caratterizzato dalla debolezza, uno stile che ci sfida perché antitetico rispetto allo stile del mondo. A noi Cristiani però non è chiesto di stare fuori dal mondo, ma di stare radicalmente nel mondo.

Lo “stare sotto le parti” richiama inoltre lo stile dell’ascolto, lo stile di chi dialoga cercando di accogliere le istanze di tutti senza isolarsi. Il pensiero Cristiano nell’ambito politico spesso però è poco efficace perché come Cristiani molte volte abbiamo paura di dialogare e deleghiamo ad altri questa funzione.

Stefano Padoan infine ha voluto evidenziare alcune problematiche relative al rapporto tra AC (e più in generale al Chiesa) e Politica:

  • La lontananza delle comunità cristiane dai loro stessi membri impegnati in politica. Chi ha intrapreso questa strada spesso vive una sorta di isolamento, ma dobbiamo ricordarci che è lo stesso messaggio evangelico che ci chiede di impegnare la nostra vita per il bene comune.
  • Un rapporto non risolto tra i Cristiani ed il potere. Spesso si vive questo rapporto con un atteggiamento di totale rifiuto o di totale compromesso, senza riuscire a gestire correttamente la necessità dell’esercizio del potere.
  • Esperienze associative che in alcuni casi hanno la finalità di occupare spazi invece che generare processi. Sono diverse le realtà associative che operano fruttuosamente, ma è necessario una maggiore collaborazione tra di esse.

Silvio Crudo ha invece evidenziato che il sentimento prevalente nella politica dei nostri giorni, soprattutto la politica Occidentale, riguarda la situazione di insicurezza generata da tre nodi irrisolti della nostra storia recente: la globalizzazione, la precarietà lavorativa e le migrazioni. Inoltre, ha espresso la preoccupazione per alcuni movimenti culturali che tentano di fare un uso strumentale della religione, utilizzando la stessa come baluardo dell’identità di un popolo.

Al termine dei due interventi, i partecipanti al consiglio hanno avuto modo di interagire con i due ospiti e successivamente vivere un momento convivale durante il pranzo offerto dall’Azione Cattolica della Diocesi di Mantova.

Dopo pranzo, il vescovo di Mantova S.E. mons. Gianmarco Busca ha portato i suoi saluti al Consiglio ed ha presieduto la Messa con la quale si sono conclusi i lavori.