Un numero speciale, quello di Segno datato marzo 2018, nel quale l’Ac si racconta, partendo dal 150° di fondazione per arrivare alle sfide dell’oggi, con il cambiamento della stampa associativa e della comunicazione. I tempi corrono, e l’Azione cattolica intende essere al passo con il paese e la Chiesa.
Con il presidente nazionale, Matteo Truffelli, ci soffermiamo sul significato di queste iniziative che vorrebbero valorizzare il patrimonio ereditato dalle generazioni precedenti e, più ancora, aiutare la più grande associazione laicale italiana a rilanciare il suo ruolo sul versante formativo, aggregativo e missionario.
L’Ac tra memoria e futuro. L’Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI ha compiuto quarant’anni. La sua attività sostiene e si inserisce nel cammino celebrativo dei 150 anni dell’associazione. Il direttore dell’IsacemPaolo Trionfini, spiega il senso di un patrimonio culturale che comprende migliaia di carte d’archivio, libri, riviste, fotografie, pellicole, distintivi e tessere.
Una stagione di cambiamenti per la comunicazione associativa: carta stampata, riviste digitali, sito e social si mettono al passo con i tempi e rimangono strumenti per trasmettere identità e appartenenza, offrendo materiali utili per la formazione personale e di gruppo. Il mensile Segno nel mondo cambia pelle. Nei prossimi mesi, secondo quanto deciso dal Consiglio nazionale e dalla Presidenza nazionale, diventerà un trimestrale. Mantenendo la stessa “mission”: raccontare l’Ac al mondo, e viceversa. Con un occhio alle giovani generazioniComunicare per l’Ac significa raccontare l’esperienza associativa da tutte le sue angolature, ma anche ciò che accade a livello civile, culturale, ecclesiale, internazionale. Dalle riviste per ragazzi, giovani e adulti, alle nuove frontiere dei social media, con facebook, twitter e instagram, l’associazione continua a formare le coscienze, “informando” con un occhio al domani.
Nel giornale, inoltre, un resoconto dell’annuale Convegno Bachelet, arrivato alla XXXVIII edizione e svoltosi lo scorso 9-10 febbraio a Roma, che ha messo “le mani in pasta” nella politica. L’impegno per la polis chiama in causa i cattolici e ha un nome ben preciso: bene comune.
Non mancano storie di quotidiano impegno di Ac: da Lampedusa al Veneto e a Rossano Calabro, il volto di chi coniuga solidarietà e amicizia, strada e vangelo.
Memoria anche per chi ha donato la vita, avendo l’Ac come scuola di vangelo: Teresio Olivelli, formatosi in Ac, ucciso a 29 anni dai nazisti a Hersbruck, nel gennaio 1945, dove diede testimonianza suprema difendendo «i deboli e gli oppressi fino al dono della vita», è stato beatificato lo scorso 3 febbraio nella sua diocesi di Vigevano. Mentre sempre dalle pagine della seconda guerra mondiale riecheggiano testimonianze profetiche come quelle dell’assistente dei giovani di Ac di Bergamo, don Antonio Seghezzi.
Quindi una riflessione associativa. Nei prossimi due Convegni per le presidenze diocesane di Ac, l’associazione propone di affrontare la tematica del popolo di Dio. Una teologia cara a papa Francesco, che affonda le radici nella vita quotidiana, nella preghiera, nella pratica delle opere di misericordia. «Vogliamo parlare al cuore per stanare e far uscire l’Azione cattolica con tutto il suo patrimonio migliore». La riflessione è affidata all’assistente nazionale per il settore Adulti.
Il numero è impreziosito da una riflessione di mons. Gualtiero Sigismondi, assistente generale di Ac, dal titolo Il silenzio, “colonna sonora” della preghiera.

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EDITORIALE
di Carlotta Benedetti* - L’Azione cattolica italiana si appresta a vivere una stagione di cambiamenti: a partire dalla carta stampata, cercheremo di rendere tutta la nostra comunicazione associativa sempre più al passo con i tempi, le modalità e gli strumenti di comunicazione, in un mondo che va incredibilmente veloce.
Il primo passo che come Presidenza e Consiglio nazionale abbiamo voluto fare è stato quello di rendere più stabile la stampa associativa che negli ultimi anni ha affrontato tempi non facili: come detto più volte, le difficoltà economiche dell’Ac ci hanno visti costretti a ritardare i tempi di spedizione o sospendere l’invio di alcune riviste.
Per farlo siamo partiti da alcuni elementi che riteniamo essenziali: innanzitutto siamo convinti che le riviste siano uno strumento utile per la formazione dei nostri soci, dai più piccoli fino agli adultissimi, ed è quindi importante che arrivino regolarmente perché possano essere usate dai singoli soci e nei gruppi. Si tratta di strumenti fondamentali della vita associativa: trasmettono identità e appartenenza, offrono materiali utili per la formazione personale e di gruppo.
In secondo luogo, crediamo ancora oggi nel valore educativo di ricevere a casa una rivista cartacea: nel senso di attesa, nella gioia di poter sfogliare la rivista appena arrivata, nel leggere le notizie e riconoscere volti e luoghi. Siamo certi che questo valga per gli adulti, ma soprattutto per i bambini e i ragazzi, perché, in un mondo che li spinge avanti a grande velocità, ricevere e leggere Foglie e Ragazzi rappresenta un tempo solo per loro.

I cambiamenti in atto
Ecco quindi una panoramica dei cambiamenti che ci aspettano: Segno nel mondo, rivista che attualmente arriva in formato cartaceo a tutti i soci dai 60 anni in su, passa a 4 numeri; a questi si aggiunge il testo personale unitario, per la preghiera e la riflessione sulle domeniche dell’anno liturgico, che, come già accade, continuerà a essere spedito a tutti i nostri soci dai 18 anni in avanti. Abbiamo deciso di mantenere la versione digitale della rivista, come trovate indicato anche più avanti; sarà, inoltre, sempre possibile abbonarsi alla rivista cartacea oppure chiedere la rivista digitale nel caso in cui non si voglia più ricevere il cartaceo.
Cambiamenti in vista anche per Foglie e Ragazzi, riviste dei bambini e ragazzi dai 7 9 anni e dagli 11 ai 13 anni: entrambe passano a 4 uscite e con 2 di queste verranno inviati i sussidi di preghiera per l’Avvento e la Quaresima, che riceveranno anche i ragazzi di 14 anni, che da un po’ di anni sono passati a leggere Graffiti.
Resta invece tutto come è adesso per quanto riguarda le altre riviste dell’Ac, GraffitiLa Giostra e Dialoghi.
La prima, pensata per i giovanissimi dai 14 ai 17 anni, continua la sua avventura digitale: sempre più i nostri educatori e i gruppi giovanissimi sono chiamati a diffonderne la conoscenza e a farla scaricare da tutti gli aderenti giovanissimi e non d’Italia.
La Giostra, rivista per i piccoli aderenti fino a 6 anni, continuerà a essere inviata con regolarità: si tratta di una rivista pensata per i più piccoli, con le sue storie, le cose da costruire, i giochi e tanto altro ancora: si tratta un bellissimo esempio di come oggi una rivista possa affascinare ed essere strumento educativo, per i piccoli e anche per i grandi.
Anche Dialoghi, rivista culturale dell’Azione cattolica, mantiene le sue 4 uscite: stiamo cercando di far diventare questa rivista sempre più conosciuta e diffusa tra i nostri soci, in particolare coloro che hanno responsabilità associative e nella società civile, per la qualità alta dei suoi contenuti, la profondità delle riflessioni e il valore delle ricerche presentate, che affrontano tanti aspetti della vita del paese e della società in questo tempo (la scuola, l’università, il valore della vita, il lavoro, l’impegno culturale, le povertà... e tanto altro ancora).

La scelta del digitale
Come già detto, anche l’impegno sulle riviste digitali continua: stiamo lavorando per cercare di rendere questi strumenti sempre più fruibili e alla portata di tutti i soci, perché la comunicazione associativa possa diventare ancora di più interattiva e condivisibile con tutti gli strumenti della comunicazione. La sfida del digitale è quella di prova a fare un passo in avanti verso una forma di comunicazione più moderna, popolare (anche per la maggiore possibilità di ricezione) e sostenibile. Benché le modalità abbiano riscontrato qualche problema, siamo convinti che sia importante procedere sulla strada intrapresa.
Tutto questo impegno sulle riviste, cartacee e digitali, rientra in una più ampia riflessione che la Presidenza e il Consiglio stanno compiendo per rendere il modo di comunicare dell’associazione sempre più efficace: una riflessione quindi a 360 gradi, che passa dalle riviste agli strumenti social ai diversi siti dell’Ac.
Questo non solo per capire come l’Azione cattolica possa parlare al e nel mondo di oggi, ma per tracciare uno stile con cui la nostra associazione sceglie di essere presente nel quotidiano: uno stile fatto di sobrietà, capacità di leggere i segni dei tempi, riflessione, dialogo, ascolto, formazione delle coscienze senza ricette pronte, ma con l’impegno per lo studio e l’approfondimento delle questioni più rilevanti che interrogano gli uomini e le donne del nostro tempo.

*Segretario generale dell'Azione Cattolica Italiana