di Benedetta Landi

La situazione di estrema difficoltà e fragilità che la Terra Santa sta vivendo riguarda principalmente la situazione socio-economica che, a causa della guerra e dall’emergenza pandemica, si sta progressivamente aggravando.

Grazie a una chiacchierata con Vincenzo Bellomo, responsabile progetti dell’associazione Pro Terra Sancta e abitante di Betlemme da 15 anni, siamo riusciti a comprendere meglio quale sia l’attuale situazione a Betlemme e in tutta la Terra Santa. Anzitutto, il grave momento di difficoltà e sostentamento sta colpendo prevalentemente le famiglie che, a causa dell’assenza di un sistema di servizi sociali strutturato in Palestina, non solo non riescono a sostenere le spese mediche e scolastiche dei figli (infatti sia il sistema scolastico che quello sanitario sono privatizzati), ma faticano ad arrivare alla fine del mese.

Il turismo religioso è la principale fonte di sostentamento del Paese e, a causa dell’emergenza pandemica prima e della guerra poi, ha avuto un notevole tracollo: gli ultimi ospiti, racconta Vincenzo, sono venuti nel marzo 2020, dopo di che non è stato possibile far entrare nessuno.

Successivamente, lo scoppio della guerra sulla striscia di Gaza all’inizio di maggio ha demoralizzato la popolazione che sperava in una ripartenza e rinascita, a seguito di mesi di sofferenza; Gennaio e Febbraio in particolar modo sono stati i mesi in cui a Betlemme ha contato il maggior numero di morti, e anche questo ha appesantito l’animo di molti. La guerra poi ha portato la chiusura dei confini tra Palestina e Israele, aggravando ulteriormente la situazione dei cittadini palestinesi.

Tuttavia, grazie all’associazione Pro Terra Sancta, si stanno strutturando progetti finalizzati al rafforzamento del sistema scolastico e al sostegno al lavoro, creando così delle occasioni di lavoro per chi altrimenti non le avrebbe. Un progetto di particolare importanza per la sua attenzione all’area dell’educazione e all’emergenza medica è “La Casa dei Magi”, in arabo Dar Al-Majus Community Home. Questa realtà ha lo scopo di migliorare i servizi di tutela dei giovani e delle donne in un contesto come quello del Governatorato di Betlemme dove il conflitto permanente e la limitata libertà di movimento generano una precaria situazione economica e un clima di tensione sociale; perciò questo progetto vuole costruire degli spazi di ascolto e cura per le donne e giovani che, attualmente, sono le categorie maggiormente colpite da questa crisi. La finalità principe del progetto è radicare i giovani nella terra palestinese, creando un senso di appartenenza e di cura per il luogo che loro abitano e che appartiene loro. Il popolo palestinese, infatti, “è un popolo che vive nella diaspora” dice Vincenzo, perciò è importante che, soprattutto la popolazione giovane, coltivi un profondo senso di appartenenza a questa Terra.

Dal racconto di Vincenzo emerge la Fede e la Speranza di tutti gli abitanti di Terra Santa, martoriata da ormai anni di tragiche vicissitudini di conflitto che giorno dopo giorno non si stancano di trovare spazi di incontro e di costruzione di Pace.

“Tutti noi apparteniamo a questa Terra”, dice Vincenzo, perché è da lì che si radica la storicità e umanità della nostra Fede e perciò è nostro compito sostenerne la sua ricostruzione.

Sosteniamo l’associazione Pro Terra Sancta!!