di Gioele Anni* 

«La parola chiave nel titolo del libro è il verbo “fare”. Oggi l’Azione Cattolica è chiamata a “fare” politica. Con modalità nuove rispetto al passato, ma fedele alle intuizioni sviluppate nella sua lunga storia e in particolare alla scelta religiosa». Matteo Truffelli conclude con un rilancio l’incontro di Milano: martedì 25 settembre nell’Auditorium San Carlo, due passi da Piazza Duomo, relatori e partecipanti si sono confrontati per oltre due ore a partire dall’ultimo libro del presidente nazionale: “La P maiuscola – Fare politica sotto le parti”. Un momento di studio organizzato dall’Azione Cattolica di Milano e della Lombardia insieme a Città dell’Uomo, l’associazione fondata da Giuseppe Lazzati.

A introdurre i lavori il Presidente di Città dell’Uomo, Luciano Caimi: «Il libro offre un ritratto maturo dell’Azione Cattolica dopo la scelta religiosa, e affronta il tema ineludibile del rapporto tra Ac e politica con chiarezza e coraggio». La parola passa poi ai relatori, l’ex presidente della provincia di Bologna Beatrice Draghetti e lo storico Guido Formigoni. Il contributo dell’Ac alla vita sociale del Paese è fondamentale per Draghetti, soprattutto in un momento di dialettica politica dominato dalla velocità della comunicazione. Contro questa fretta, sostiene Draghetti, l’Ac deve far valere i «tempi lunghi» del proprio processo formativo. E non aver paura di mettere in gioco le proprie qualità: «una spiritualità robusta, la capacità di informarsi e analizzare criticamente, l’orientamento di ciascuno a una vita responsabile».

La riflessione di Formigoni coglie lo sguardo di grande fiducia espresso da Truffelli: l’Ac continua a credere nella «capacità degli uomini di dialogare e comprendere la realtà», per questo alle prese di posizione muscolari preferisce favorire il discernimento. Un’urgenza, secondo Formigoni, è quella di contribuire a rilegittimare la politica, in un momento in cui la politica stessa viene percepita come irrilevante. C’è bisogno allora di costruire nuove reti, ma anche di suscitare esperienze di «imprenditorialità politica» che possano essere significative. In una platea numerosa e con bella presenza di giovani parte il dibattito: si va dal ruolo formativo e pre-politico dell’Ac, anche grazie a esperienze d’impegno specifico come quella del Movimento Studenti, agli spunti di riflessione sull’attualità politica, fino al tema sempre vivo dell’organizzazione dei cattolici in un soggetto politico.

Il Presidente Truffelli raccoglie gli spunti e apre nuove prospettive: «Andiamo oltre la logica dell’“occupare spazi” del far sentire la nostra voce solo per dire che ci siamo. Piuttosto “avviamo processi”, a partire da tre azioni possibili: costruiamo alleanze, non solo tra cattolici ma con tutti gli interlocutori disponibili a un dialogo serio; siamo presenti nei territori, dove la capillarità dell’associazione ci aiuta con mano a toccare problemi e desideri delle persone; e facciamo proposte buone, intorno alle quali aggregare consenso». Secondo Truffelli «il libro non indica strategie politiche» e non offre ricette: «per formare cittadini consapevoli occorre invitarli a pensare, e non dire loro cosa devono pensare». Infine la chiosa: «Non lasciamoci confinare, come cattolici, in una sorta di recinto».

Per riascoltare gli interventi:

https://lombardia.azionecattolica.it/appuntamento/politica-sotto-le-parti/

 

Per leggere la recensione al libro di Gianfranco Bosoni, pubblicata su Dialogo di settembre:

https://editriceave.it/sites/default/files/recensioni/Dialogo_201809_PMaiuscola.pdf