di Raffaella Rozzi

Durante l’estate, l’umanità ha celebrato il cinquantesimo anniversario dell’allunaggio: la notte tra il 20 e il 21 luglio 1969, la Luna è stata raggiunta dall’uomo che ha mosso i primi passi sul suolo lunare, un evento che ha segnato un punto di non ritorno per la scoperta dello spazio e l’inizio di una collaborazione internazionale per individuare tutti gli elementi di possibilità al fine di permettere all’umanità di abitare altri pianeti. Abbiamo rivisto le riprese dell’epoca, in bianco e nero, sfuocate, ma quell’impronta lasciata da Niel Armstrong è nitida, un segno deciso della presenza umana sulla Luna come ha affermato lo stesso astronauta: “Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l'umanità”. La missione Apollo 11 è stata il compimento di altri dieci tentativi, che hanno visto previsioni non realizzate, molteplici errori da cui ripartire, sempre un passo dopo l’altro, facendo tesoro dell’esperienza vissuta, senza dimenticare la meta da raggiungere. Uno stile che può offrire diversi elementi di riflessione per questo anno assembleare.

Innanzitutto l’entusiasmo e la determinazione per realizzare un sogno che ha un soggetto plurale o meglio quel NOI che offre garanzia, sostegno e condivisione al progetto. Un sogno che è ancorato alla realtà umana ed è alimentato da una “sorgente inesauribile di speranza”, come ha detto Papa Francesco ai giovani, nella Veglia dell’11 agosto 2018, “di un Infinito che soffia dentro e li dilata. I sogni grandi hanno bisogno di Dio per non diventare miraggi o delirio di onnipotenza. Tu puoi sognare le cose grandi, ma da solo è pericoloso, perché potrai cadere nel delirio di onnipotenza. Ma con Dio non aver paura: vai avanti. Sogna in grande.” Sia questo il sogno che ciascuna associazione racconta per l’AC del prossimo triennio, frutto di esercizi di discernimento comunitario che vede ciascuno mettersi in gioco, trasformare i problemi in opportunità, le fragilità in risorse, per dare nuova forma all’essere discepoli missionari come coloro che insieme abitano i luoghi significativi del territorio, sono aperti e accolgono chi ha idee diverse, fanno alleanze e usano un linguaggio comprensibile a tutti.

Nel 2019, ricordiamo due cinquantesimi anniversari, prettamente associativi, quali la nascita dell’ACR e l’approvazione del Nuovo Statuto: non sono solo ricorrenze ma momenti della storia associativa che hanno generato l’Azione Cattolica che siamo noi oggi. Sono occasioni preziose per conoscere la bella storia che ci è stata consegnata così da poter, a nostra volta, consegnarla ai giovani. A distanza di cinquant’anni, appaiono passi consolidati ma, per chi li ha vissuti, sono state vere e proprie conquiste, la realizzazione degli insegnamenti del Concilio Vaticano II che sostiene il ruolo dei laici nella Chiesa e nel mondo, riconoscendo il protagonismo dei bambini e dei ragazzi. Tali cambiamenti hanno coinvolto anche i responsabili dell’AC lodigiana che hanno partecipato agli appuntamenti nazionali durante i quali si è costruito il percorso che ha portato all’ACR. Proprio sulle pagine di Dialogo, nei prossimi mesi, leggeremo i loro racconti, raccolti dagli acierrini di oggi.

Siamo invitati, nel mese di settembre, ai diversi appuntamenti per i giovani, gli adulti, i ragazzi e gli educatori ACR, il MSAC ma soprattutto, tutti insieme, al Carmelo per ascoltare, meditare e pregare la Parola che ci guida durante tutto l’anno. Sono i momenti in cui accogliere don Manuel Forchetto quale assistente diocesano dell’ACR e don Roberto Abbà come assistente del MSAC. Un grazie riconoscente a don Simone Ben Zahra, che ha accompagnato in questi anni gli studenti msacchini, e a don Roberto per il servizio ai ragazzi ed educatori dell’ACR.

Insieme, rendiamo credibile con la vita l’amore incredibile del Vangelo. Buon anno assembleare!