Vista la vicinanza con le celebrazioni pasquali abbiamo scelto di dedicare questo numero di Goccia ad un approfondimento sulla “tomba vuota”:
L’ultimo luogo attraversato da Gesù è la tomba vuota, quella tomba in cui viene sepolto morto e da cui esce vincitore e vivo. La tomba è vuota e così la trovano le donne che, al mattino di quella domenica, vanno a visitarlo per compiere i riti della sepoltura. Dalla tomba Gesù risorge, ma le donne sono piene di paura e non credono e non lo fanno nemmeno i discepoli che l’hanno seguito a lungo per le strade, nelle città, al tempio e che lui ha personalmente formato nell’intimità della casa (cfr. Mc 16, 1-8). Gesù con la sua risurrezione chiede ai suoi discepoli e discepole di misurarsi con il mistero della morte e della vita, per non essere più increduli, ma diventare credenti.

Buona lettura!
La Redazione di Goccia

Istantanee dal sepolcro (vuoto)

Intense e brevi riflessioni (tranne la terza che è decisamente più corposa) di don Cristiano Mauri, che dice di sé: Anno 1972, 8 di settembre. Di Lecco, dove da sempre si lavora il ferro, si salgono le montagne, si respira l’aria del lago. Porto in me la traccia di tutte e tre le cose. Ingegnere per caso nel 1998, presso il Politecnico di Milano. Prete per amore e per fortuna dal 2005, nella Diocesi di Milano. Da grande alleverò asini. Intanto alleno le domande a schivare le risposte a buon mercato.Intense e brevi riflessioni (tranne la terza che è decisamente più corposa) di don Cristiano Mauri, che dice di sé: Anno 1972, 8 di settembre. Di Lecco, dove da sempre si lavora il ferro, si salgono le montagne, si respira l’aria del lago. Porto in me la traccia di tutte e tre le cose. Ingegnere per caso nel 1998, presso il Politecnico di Milano. Prete per amore e per fortuna dal 2005, nella Diocesi di Milano. Da grande alleverò asini. Intanto alleno le domande a schivare le risposte a buon mercato.

Lo stupore della Pasqua

Forse la parola che meglio riassume il senso profondo della Pasqua è stupore. Anche l’evangelista Luca ci ricorda che l’apostolo Pietro provò stupore nell’entrare dentro il sepolcro vuoto.Forse la parola che meglio riassume il senso profondo della Pasqua è stupore. Anche l’evangelista Luca ci ricorda che l’apostolo Pietro provò stupore nell’entrare dentro il sepolcro vuoto.

Non solo vuoto e silenzio

“La tomba vuota di Cristo fa ancora paura. Sembra il segno di una disillusione, di una sconfitta”.“La tomba vuota di Cristo fa ancora paura. Sembra il segno di una disillusione, di una sconfitta”.Il sepolcro vuoto è uno dei segni visibili della risurrezione di Gesù. Non ne è la conferma, ma l’evidenza di una assenza.

Vedere e credere

…Tutto è ricominciato così. Quando i suoi, che Lo avevano visto morto, con gli stessi sensi Lo hanno visto e Lo hanno toccato risorto.…Tutto è ricominciato così. Quando i suoi, che Lo avevano visto morto, con gli stessi sensi Lo hanno visto e Lo hanno toccato risorto.

Le prime testimoni della risurrezione

Nella terza domenica di Pasqua, nella tradizione bizantina, si ritorna a meditare sul mattino di Pasqua e lo si fa da una angolatura particolarissima: come ci ricorda il sinassario si celebra la memoria di Giuseppe di Arimatea, di Nicodemo e, soprattutto, delle donne mirofore.Nella terza domenica di Pasqua, nella tradizione bizantina, si ritorna a meditare sul mattino di Pasqua e lo si fa da una angolatura particolarissima: come ci ricorda il sinassario si celebra la memoria di Giuseppe di Arimatea, di Nicodemo e, soprattutto, delle donne mirofore.

La rappresentazione del mistero pasquale

Anche la pittura ci aiuta ad entrare nel mistero pasquale: contempliamo con il Beato Angelico il sepolcro vuoto.Anche la pittura ci aiuta ad entrare nel mistero pasquale: contempliamo con il Beato Angelico il sepolcro vuoto.

L’assenza: segno della risurrezione

L’assenza di Gesù è semplicemente il primo segno della risurrezione. Proprio per il fatto che lì non c’è possiamo dire che è risorto, che ha vinto la morte e con essa ogni limite umano e, pertanto, possiamo affermare che è presente, in ogni luogo e in ogni tempo.L’assenza di Gesù è semplicemente il primo segno della risurrezione. Proprio per il fatto che lì non c’è possiamo dire che è risorto, che ha vinto la morte e con essa ogni limite umano e, pertanto, possiamo affermare che è presente, in ogni luogo e in ogni tempo.

Tutti i passi della storia varcano il sepolcro vuoto

Pasqua ci invita a mettere il nostro respiro in sintonia con quell'immenso soffio che unisce incessantemente il visibile e l'invisibile, la terra e il cielo, il mondo dei morti e quello dei vivi, ci invita a respirare quell'ansia di luce che abita le notti, invitati a respirare sempre Cristo.Pasqua ci invita a mettere il nostro respiro in sintonia con quell'immenso soffio che unisce incessantemente il visibile e l'invisibile, la terra e il cielo, il mondo dei morti e quello dei vivi, ci invita a respirare quell'ansia di luce che abita le notti, invitati a respirare sempre Cristo.