da Nicolas Allovisio | Giu 15, 2017 | Adulti

di Michele Pace*
Ci sono cammini umani che calpestano pietre, e spesso le spostano. Ci sono cammini umani, invece, che hanno bisogno proprio delle pietre per essere celebrati e rimanere nella memoria. È stato così, infatti, per il cammino di patriarchi, re e profeti dell’antico Israele. Un cammino segnato spesso da pietre votive, le cosiddette “steli” o “altari”, che avevano lo scopo di aiutare il popolo eletto a imprimere nella propria memoria un particolare luogo in cui era avvenuta l’epifania di Dio. Si legge per esempio nella Genesi: «Il Signore apparve ad Abramo e gli disse: “Alla tua discendenza io darò questo paese”. Allora Abramo costruì in quel posto un altare al Signore che gli era apparso» (Gn 12,7). Questo e altri passi biblici, hanno portato fratel Giancarlo Sibilia a pensare a una vera e propria “teologia delle pietre”, che potesse descrivere questo meraviglioso intreccio tra il cammino di Dio e i passi degli uomini di tutti i luoghi e di tutti i tempi.
E se noi provassimo oggi a sostituire quelle pietre con dei pezzi di carta? Probabilmente diventerebbero le pagine di un taccuino su cui annotare eventi, parole e incontri che accadono nella nostra quotidianità. È lo stesso piccolo fratello della comunità di Sassovivo, infatti, a immaginare le pagine del taccuino spirituale, come una serie di pietre attraverso cui poter segnare i passaggi di Dio nelle piccole-grandi cose del quotidiano. Uno strumento, insomma, che aiuti ciascun credente a fare un esercizio spirituale costante sulla propria vita.
Questo esercizio si nutre di tre passaggi fondamentali: mettersi in ascolto della vita, annotare su un taccuino le cose che accadono, per poi cogliere in esse la presenza stessa di Dio. Uno strumento semplice insomma, ma dalle potenzialità uniche. Matita e carta per dare profondità alla vita.
La radiografia della quotidianità
Cercando di sviscerare in maniera puntuale questi passaggi, potremmo descriverli come una sorta di “radiografia della quotidianità”. Si parte infatti dal saper osservare e saper ascoltare con attenzione la realtà, ovvero gli accadimenti della nostra quotidianità e di quella del mondo, le persone che incrociamo con i loro linguaggi verbali e non verbali. Da questo punto di vista è importante saper porre attenzione sia agli avvenimenti e agli incontri già programmati che a quelli che, molto spesso, giungono inaspettati. Essi potrebbero costituire la Parola di Dio per noi. In secondo luogo si tratta di annotare con una certa puntualità quelle cose che colpiscono, in maniera istantanea, il nostro cuore e la nostra mente, e che sono in grado di portare, da subito, il vissuto a un livello più alto di percezione rispetto alla semplice contingenza. Il terzo e ultimo passaggio consiste nella capacità-possibilità di ritagliarsi dei momenti di riflessione personale (al termine della giornata, settimanalmente o mensilmente) o guidata (dialogo con il proprio padre spirituale) per poter rileggere le cose annotate alla luce della Parola di Dio. Dobbiamo essere consapevoli che questa lettura talvolta risulterà immediata, altre volte, invece, richiederà tempi lunghi, in cui lasciare sedimentare alcune cose il cui significato sarà chiaro solo in seguito.
Esercizio che richiede dedizione
Quante potenzialità in questo strumento semplice e immediato. Un esercizio che, certo, richiede una dedizione costante, ma che in determinati passaggi della propria vita può essere importante per un discernimento autentico, finalizzato a scegliere per il meglio. Potremmo sintetizzare in questa maniera tali potenzialità. Anzitutto, nel mentre affrontiamo questo esercizio, esso ci aiuta a rimanere fedeli alla logica dell’incarnazione. Tale logica, che è inscritta nella rivelazione stessa, ci racconta di un Dio che si rende presente nella nostra vita concreta e fa di essa il luogo della salvezza. Inoltre, annotare gli accadimenti della nostra vita, ci aiuta a stare nella complessità della vita stessa. Essa non è idealisticamente perfetta, ma è insieme bella e faticosa. Anzi, il dolore, la difficoltà, le frustrazioni e anche il peccato potrebbero essere il momento di nuove chiamate di Dio. Sono occasioni preziose di cambiamento, crescita e conversione.
Lì il Signore è già all’opera
Ma il taccuino risulta essere un aiuto importante anche nel momento in cui ci si sofferma a riflettere sulle cose annotate. Spesso è utile, infatti, distanziarsi dalla realtà per vederla meglio e cogliervi in essa le tracce di qualcosa che va oltre la realtà stessa. È in questo secondo passaggio, inoltre, che il taccuino aiuta a ricordare quello che da subito ci ha fatto battere il cuore e ci potrebbe far riconoscere, attraverso la Scrittura, una presenza. Ricordare per stupirsi dei doni di Dio nascosti in tutte le cose; per accogliere la meraviglia di una Parola che ci raggiunge attraverso le strade più impensate, e quindi vivere riconoscenti e grati. Ricordare, però, ci aiuta anche a rivedere gli aspetti più bui della propria vita: situazioni di peccato, relazioni che non funzionano. Insomma un taccuino per imparare a dire con il salmista: «Grandi cose ha fatto il Signore per noi: eravamo pieni di gioia» (Sal 125,3). Grazie a questo strumento, infatti, anche la nostra preghiera sarà più autentica perché nutrita della vita.
Questo significa allenarsi a vivere il primato della vita, dove il Signore è già all’opera e lo si impara a riconoscere illuminati dalla Parola. Allora matita e taccuino in mano e… buona vita!
*Assistente ecclesiastico nazionale del Msac e del Mieac
da Nicolas Allovisio | Giu 5, 2017 | Giovani

I giovani con il Vescovo Maurizio, ospite d’onore, durante la FestACascina 2017, domenica 11 giugno.
da Nicolas Allovisio | Giu 5, 2017 | Adulti

Anche quest’anno il Forum Internazionale di Azione Cattolica propone a tutti gli uomini e a tutte le donne di buona volontà “Un minuto per la pace”: per unire il nostro impegno e la nostra preghiera per la pace, purtroppo ancora spezzata o minacciata in diverse regioni del mondo. L’appuntamento è per giovedì 8 giugno prossimo alle ore 13, nel terzo anniversario dello storico incontro in Vaticano tra Papa Francesco e i presidenti di Israele e Palestina. La proposta del Fiac è che quel giorno, alle ore 13, ognuno possa fermarsi un attimo, per un minuto, a pregare. Da soli o in gruppo, in chiesa ma anche nelle nostre case o nei luoghi di lavoro o di studio. “Un minuto per la pace”: per rispondere nel quotidiano a Papa Francesco che ci ricorda quanto la pace sia un “lavoro artigianale” che richiede passione, pazienza, esperienza, tenacia.
• Fare la pace è un lavoro artigianale: richiede passione, pazienza, esperienza, tenacia. Beati sono coloro che seminano pace con le loro azioni quotidiane, con atteggiamenti e gesti di servizio, di fraternità, di dialogo, di misericordia (Sarajevo 5 giugno 2015)
•il nostro compito è quellodi pregare gli uni per gli altri domandando a Dio il dono della pace, incontrarci, dialogare e promuovere la concordia in spirito di collaborazione e amicizia (Il Cairo 28 aprile 2017)
• È attraverso il dialogo che costruiamo la pace, prendendoci cura di tutti e dialogando con tutti (All’ACI 30 aprile 2017)
da Nicolas Allovisio | Mag 29, 2017 | Adulti

Siamo tutti invitati a partecipare alla Veglia di Pentecoste, sabato 3 giugno alle ore 21.00 in Cattedrale, momento in cui la Chiesa diocesana si riunisce attorno al Vescovo Maurizio in preghiera di ringraziamento ed invocazione dello Spirito.
Quest’anno siamo particolarmente coinvolti per la ricorrenza del 150° anniversario di fondazione dell’Azione Cattolica, indicato come motivo di rendimento di grazie al Signore, nell’invito del Vescovo.
Vi chiediamo di estendere l’invito ai membri dei consigli territoriali e agli aderenti.
In attesa di invocare insieme lo Spirito,
La presidenza diocesana
da Nicolas Allovisio | Mag 25, 2017 | Adulti

Matteo Truffelli è stato confermato Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana per il triennio 2017-20. La nomina è avvenuta in seno al Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana – nella sessione straordinaria del 24 maggio – che ha scelto all’interno della terna di nomi che il Consiglio nazionale dell’Azione Cattolica Italiana aveva indicato dopo la conclusione della XVI Assemblea nazionale dell’Associazione.
Di seguito, la prima dichiarazione del Presidente Truffelli, nell’apprendere la notizia della sua riconferma, e gli auguri di mons. Gualtiero Sigismondi, Assistente Ecclesiastico Generale dell’Azione Cattolica Italiana
Accolgo con gioia e gratitudine la decisione del Consiglio permanente della Conferenza Episcopale di confermarmi Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana per un secondo triennio. Leggo nella rinnovata fiducia espressa dai Vescovi italiani nei miei confronti un segno di incoraggiamento verso tutta l’Associazione e il suo generoso impegno dentro la vita di ciascuna Chiesa locale. Un ringraziamento particolare desidero esprimere al card. Angelo Bagnasco che termina il suo mandato di Presidente della Cei e che in questi anni ha sempre sostenuto e accompagnato con paterna vicinanza l’Associazione. Al nuovo Presidente, card. Gualtiero Bassetti, rinnovo gli auguri per il suo nuovo incarico e gli manifesto, anche in questo momento, la piena disponibilità mia personale e di tutta l’Azione Cattolica Italiana a camminare con i nostri pastori lungo le strade della quotidianità del mondo, per vivere e annunciare il Vangelo.
Sono stato chiamato a questa responsabilità dal Consiglio nazionale dell’Associazione, che ha voluto riproporre il mio nome in maniera corale. È grande la gratitudine per la stima che i membri del Consiglio mi hanno voluto così manifestare e, al tempo stesso, la consapevolezza della responsabilità di essere all’altezza del rinnovato compito che mi hanno chiesto di assumere. Insieme, cercheremo le vie attraverso le quali tradurre in scelte concrete le sollecitazioni emerse dall’Assemblea nazionale e dalle indicazioni affidateci dal Santo Padre Francesco durante il bellissimo incontro del 30 aprile, oltre a quelle che ci sono state consegnate dalla Lettera che la Presidenza della Conferenza Episcopale ha inviato alla nostra Associazione in occasione dell’avvio dei festeggiamenti del centocinquantesimo anniversario della fondazione.
Proprio la ricorrenza del centocinquantesimo non può che costituire l’orizzonte entro il quale accolgo con entusiasmo la responsabilità che mi attende nel triennio che abbiamo davanti. Come più volte abbiamo ripetuto, e come ci ha ricordato anche il Santo Padre, fare memoria di questa importante tappa del cammino associativo non dovrà servire per “guardarci allo specchio, camminare con lo sguardo all’indietro o sederci in poltrona”, ma per incarnare in maniera sempre nuova il nostro essere discepoli-missionari: laici associati che desiderano assumere in maniera corresponsabile la missione evangelizzatrice della Chiesa, allargando il nostro cuore per allargare il cuore delle parrocchie in cui siamo radicati, come ci ha spronato a fare Papa Francesco. Credenti immersi nel proprio tempo, protesi a gettare in esso il seme buono del Vangelo “attraverso il servizio della carità, l’impegno politico, la passione educativa e la partecipazione al confronto culturale”. E proprio perché questo è un impegno che potremo portare avanti soltanto insieme, il mio pensiero, la mia gratitudine e il mio saluto oggi vanno soprattutto ai responsabili diocesani e parrocchiali, agli educatori, agli assistenti, ma ancora di più a tutti i soci, giovani, adulti e ragazzi di tutte le associazioni sparse in ogni angolo del nostro Paese. A loro voglio dire grazie per quello che fanno ogni giorno, come semplici “viandanti della fede” – per riprendere un’altra bella immagine usata da Francesco il 30 aprile – che camminano insieme per le strade del mondo “per incontrare tutti, accogliere tutti, ascoltare tutti, abbracciare tutti”.
Matteo Truffelli
Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana
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Il Consiglio permanente della Cei ha provveduto alla nomina del Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, confermando il prof. Matteo Truffelli alla guida della nostra Associazione. La scelta ha preso atto di un orientamento concorde da parte del Consiglio nazionale dell’Ac, nel quale si è registrata una netta convergenza sul nome del Presidente uscente, di cui tutti conosciamo le qualità. A nome dell’intera Associazione voglio ringraziarlo per aver messo a disposizione la sua attitudine all’ascolto e al dialogo, la continua ricerca della sinodalità, il suo valore umano e spirituale per la crescita e lo sviluppo dell’Azione Cattolica Italiana, guidandola per un ulteriore triennio. Al prof. Matteo Truffelli e al nuovo Consiglio nazionale, anche a nome del Collegio degli Assistenti centrali, formulo i miei più cordiali auguri di buon lavoro, con l’entusiasmo che abbiamo vissuto nell’Assemblea nazionale e la forza trasmessaci dagli orientamenti e dal calore di Papa Francesco.
+ Gualtiero Sigismondi
Assistente Ecclesiastico Generale dell’Azione Cattolica Italiana