Mettere in comune i propri doni

Il 10 dicembre scorso si è tenuto presso la Pontificia Università Urbaniana (Città del Vaticano) il Convegno di dialogo tra buddhisti e cristiani, con lo scopo di leggere a due voci gli aspetti antropologici ed economici della crisi del nostro tempo. I contributi riportati a firma di Milena Mariani e Luigino Bruni sono testimonianza del fatto che, nella diversità di percorsi, è possibile la collaborazione fra religioni. Mettendo a disposizione i propri doni interiori e le risorse concrete, si può contribuire ad arricchire i futuri orientamenti educativi, spirituali, etici e sociali in ascolto delle domande del nostro tempo.

L’ascolto, un “dovere pedagogico”

Il dialogo fra ebrei e cristiani rappresenta solo uno dei diversi fronti di impegno per il confronto con le atre religioni. Evidentemente cruciale in questi tempi è quello con l’Islam. Rimandiamo per questo all’intervento più recente in materia di papa Francesco, il discorso tenuto ai partecipanti all’incontro promosso dal Pontificio istituto di studi arabi e d’islamistica, in cui il Santo Padre ha richiamato a “l’esercizio dell’ascolto. Esso non è soltanto una condizione necessaria in un processo di reciproca comprensione e di pacifica convivenza, ma è anche un dovere pedagogico”.

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Ebraismo e cristianesimo, un’alleanza in cammino

Memoria e pregiudizio

In occasione del Convegno Ufficio CEI per l’ecumenismo, tenutosi a Salerno il 25 novembre 2014, il vescovo di Livorno monsignor Simone Giusti ha affrontato il tema del dialogo interreligioso come “fatica, ricerca, ma anche passione per la verità e purificazione della memoria e dei pregiudizi spesso all’origine delle divisioni e dei conflitti”.

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