I terremoti della natura e il male degli uomini

di Luigi Alici* – La natura si riprende la scena con il suo potere primordiale, quasi selvaggio, e ripropone domande antiche sul bene e sul male, sulle vittime e i colpevoli; come nel terribile terremoto di Lisbona (1755), dopo il quale scaturì un acceso dibattito intorno al male nel mondo, interpretato, di volta in volta, come prova della collera divina o come smentita di ogni facile ottimismo. L’enigma del male resta, ancora oggi, un peso durissimo da portare, per la vita umana e per il pensiero. Tuttavia non possiamo confondere il piano naturale degli eventi con quello morale delle azioni: il terremoto è un fatto, l’omicidio è un atto. Nel primo caso non ci sono intenzioni né colpe né imputazioni di responsabilità. Gli eventi naturali non sono la longa manus di Dio e non dobbiamo quindi fare salti mortali per giustificarne l’operato. Non possiamo però, per lo stesso motivo, nemmeno usarli per negare la sua esistenza. Gli eventi naturali ci parlano solo di se stessi: per guardare oltre, abbiamo bisogno di un altro linguaggio.