La Parola di Dio: tra il ritmo e il caos della vita spirituale

La Parola di Dio: tra il ritmo e il caos della vita spirituale

di don Fabrizio De Toni *

La vita spirituale, la vita impostata in sinergia con i desideri dello Spirito, è un procedere ritmato, sensato, regolare perché lo Spirito è il contrario del caos e dell’improvvisazione inconcludente.

Proviamo a dare alcune dritte di tipo pedagogico, senza scadere nella banalizzazione, per danzare le giornate tenendo il ritmo dello Spirito (il ‘respiro’ di Dio) e il ritmo della Parola del giorno. Gli umani sono creature segnate dal cadenzare del tempo, dal ritmo giorno e notte, veglia e sonno, attività e riposo. Tale ciclicità quotidiana dà il ‘là’ ad altre tipologie di scansioni: settimanali, mensili, annuali… alle fasi e stagioni della vita… sino ai cicli liturgici ed ecclesiali. Si interromperà con la morte per entrare nel battito del cuore di Dio, per sempre. Per il cammino credente sarà il Vangelo del giorno a segnare il tempo, a caricarlo di sensatezza e direzione, di luce e di bellezza. Intorno ad esso è possibile organizzare il tempo.  Ecco la prima evidenza pedagogica, la pagina della Parola che la chiesa oggi ci consegna è il rito e il ritmo per una formazione permanente, altrimenti sarà una dispersione frenetica o pigra permanente ed insoddisfacente.

Gli spazi tra una battuta e l’altra, gli intervalli non vanno scambiati per dei vuoti da riempire a casaccio, sono piuttosto delle fasi determinate dalla Parola che vanno ben individuate ed interpretate con fedeltà e intraprendenza. La ‘meditazione’ della Parola, la ‘custodia’ nel cuore della Parola, la sua ‘realizzazione’ concretissima consentiranno di attraversare la giornata e di chiuderla lasciandoci scrutare da essa. Faremo l’esperienza della paternità di Dio. Egli ci darà il buongiorno e ci bacerà con il bacio della notte sussurrandoci una Parola che avvierà e concluderà i nostri passi, che ci riempirà di stupore e di gratitudine, di consolazione e senso di riconciliazione. Ricordo come il Card. Martini incoraggiava i laici a darsi tre minuti al mattino per aprire la Parola del giorno, per nutrirsi in una veloce e nutriente colazione simile alla porzione di manna data ad Israele per il suo viaggio. Evitiamo di pensare nostalgicamente a lectio prolungate di impostazione monastica impraticabili in forma routinaria. Quelle tuttavia di tanto in tanto si potranno godere, preferibilmente lungo gli itinerari formativi della propria associazione di base o in pause annuali dedicate ad hoc alla preghiera e alle attività interiori. Da non trascurare il consiglio di scriversi su un post-it (biglietto adesivo) il passaggio più significativo, da dove lo Spirito ci ha ammiccato. Lo si può tenere in tasca o appiccicare al frigorifero… ma in realtà per portarlo nel cuore e farlo interagire con ciò che accade e ci tocca dentro. Sarà una Parola che aprirà gli occhi, fornirà intuizioni, permetterà un discernimento, indicherà il da farsi e la scelta da prendere. Non manchino quindi alla sera, in forma speculare, i tre minuti simbolici e rituali per una verifica del tragitto quotidiano sempre alla luce della fiaccola della Parola. Ci si addormenterà con un animo che tenderà a rilassarsi pacificato e riordinato. Il Padre poi proseguirà misteriosamente la sua opera formativa nel profondo dei suoi figli vegliando con tenerezza.

assistente centrale per il Settore Adulti di AC

GOCCIA – febbraio 2019

GOCCIA – FEBBRAIO 2019

 

Dopo l’accoglienza, il percorso formativo di quest’anno ci porta ad approfondire la dimensione dell’ascolto, come altro ingrediente fondamentale per diventare capaci di generare. Questa volta sarà l’icona biblica di Marta e Maria ad accompagnarci nel cammino.

Ringraziamo di cuore le Suore del Carmelo che, con generosa disponibilità, hanno raccolto le proposte di riflessione per questo numero di Goccia.

Ascoltare per generare – (Lc 10,38-42)

Nella casa di Betania, Marta e Maria accolgono Gesù. Dalla loro esperienza comprendiamo che accoglienza, ascolto e servizio sono i volti di una stessa storia. L’ascolto dà valore all’accoglienza e motivazione al servizio. Anche le nostre relazioni con i fratelli e il rapporto personale che coltiviamo con Dio si nutrono di ascolto: ascoltare la sua Parola è accogliere il Signore nella nostra vita, e lasciarci riempire il cuore dal suo amore, così da diffonderlo in ogni altra relazione, diventando capaci di generare.

Buona lettura!

La Redazione di Goccia

 

Premessa

L’esperienza di Marta e Maria rappresenta il percorso che dall’accoglienza, attraverso l’ascolto, arriva all’amicizia con il Signore.

 

Di una cosa sola c’è bisogno…

Non ci può essere contrapposizione tra il servizio e l’ascolto della Parola. Si tratta piuttosto di una giusta gerarchia tra le due cose.

 

Maria ha scelto la parte migliore…

Non basta “ascoltare”: è necessario “vedere” e riconoscere in Cristo il Figlio di Dio, il Messia, il Salvatore.

 

Signore, se tu fossi stato qui…

Credere significa aderire con un principio d’amore, d’amicizia a Cristo e attraverso questa accoglienza trapiantare noi stessi in lui, cioè permettere che lui ci comunichi il suo Spirito-Vita, perché noi ne viviamo.

 

Il Maestro è qui…

La fede come un processo, una dinamica, un’evoluzione d’amore, dove ci sono delle intuizioni che ci prendono e ci convertono, ma ci sono anche residui di un ragionamento fissato alla logica della morte… Nella vita spirituale e nella fede mai e per nessuno niente è scontato.

 

Tutta la casa si riempì del profumo…

La contemplazione porta alla celebrazione della vita che si scopre sempre più.

POLIS – Percorso di avvicinamento all’impegno civile

POLIS – Percorso di avvicinamento all’impegno civile

Quante volte noi giovani abbiamo provato un forte senso di impotenza o perfino di disgusto nei confronti del mondo politico? E quanti di noi hanno smesso di interessarsi ai temi sociali e politici di cui si discute ogni giorno nel nostro Paese?

POLIS vuole essere un percorso di avvicinamento all’impegno civile, per riscoprire l’importanza di prendere parte alla discussione sociale e politica.

Pensato dai giovani per i giovani, l’obiettivo di POLIS non è far valere una tesi  piuttosto che un’altra, ma far sì che ciascuno sviluppi gli strumenti per farsi un’idea propria e per sostenerla con i modi tipici di qualsiasi società civile: il dialogo, l’apertura al confronto, il rispetto dell’opinione altrui.

Il tema del primo incontro di POLIS sarà “La questione immigrazione”, affrontata con una dinamica che porterà all’interazione e al confronto fra chi avrà voglia di partecipare per riscoprire prima di tutto la passione per l’impegno civile.

L’incontro sarà venerdì 22 febbraio, alle ore 21.00 alla Casa della Gioventù (viale Rimembranze, 12 – Lodi), e sarà aperto a tutti i giovani e giovani adulti dai 19 ai 35 anni.

Goccia – gennaio 2019

GOCCIA – GENNAIO 2019

 

Dopo le due uscite “speciali” di Goccia del 2018, ritorniamo alle vecchie abitudini.

Anche quest’anno, abbiamo scelto di farci guidare nel nostro percorso di approfondimento dal cammino proposto dall’AC nazionale per il settore adulti, sperando così di poter essere di supporto sia per la formazione personale che per l’eventuale gestione degli incontri dei gruppi parrocchiali o interparrocchiali.

Il filo rosso che ci accompagnerà nei prossimi mesi è il tema del GENERARE… Siamo quindi pronti per partire:

Accogliere per generare – (Lc 19,1-10)

Gerico, una città simbolo, considerata nel tempo come il luogo dell’incontro salvifico tra la piccolezza dell’uomo e la grandezza di Dio. Gerico della luna, Gerico del vento, Gerico la profumata. Ma Gerico è anche la città più bassa del mondo (300 metri sotto il livello del mare): per giungervi Gesù deve discendere e per attraversarla deve camminare a lungo e incontrare situazioni maleodoranti, imbattersi in bassezze coma quella di Zaccheo. Egli però riporta il profumo della città, lo riporta con la sua presenza, con la sua misericordia, con il suo sospendere ogni giudizio e guardare al cuore dell’uomo. Il Signore ci invita ad accogliere profumi e odori sgradevoli, riconciliati nell’Amore: è il primo passo per generare

Buona lettura!

La Redazione di Goccia

 

La parola illumina

Proponiamo una riflessione sul brano di Vangelo di Luca che è stato scelto come testo di riferimento per questa prima tappa “Accogliere per generare”. Il materiale è tratto dai contributi multimediali allegati alla traccia proposta dall’AC nazionale per il cammino adulti 2018/2019.

 

La vita cambia

Ce.St.Ri.M Onlus (Centro studi e ricerche sulle realtà meridionali), è un’associazione di volontariato con sede a Potenza, costituitasi nel 1995. L’Associazione, tra i suoi obiettivi, si occupa di comprendere e conoscere i bisogni e le povertà presenti sul territorio al fine di attuare misure di contenimento dell’esclusione e del disagio sociale, attraverso due distinte, ma complementari, azioni: lettura del territorio e conoscenza delle povertà, con particolare riferimento alle povertà nascoste e sommerse e attuazione di interventi immediati mirati ad arginare situazioni di degrado ed estrema emarginazione; realizzazione di progetti, anche d’intesa con le Amministrazioni pubbliche, allo scopo di sostenere gli Enti locali nell’attuazione di politiche sociali innovative che vadano oltre la fase dell’assistenzialismo e dell’emergenza, e verso la logica della promozione umana e della cittadinanza attiva. Casa Marirosa rientra nel progetto CESTRIM Onlus “Persone non schiave”, un progetto di accoglienza e reinserimento sociale e lavorativo di donne vittime della tratta, grave sfruttamento lavorativo, maltrattamento e violenza. Sono ragazze giovanissime e molto coraggiose, donne che hanno avuto la forza di denunciare e che portano i segni dei maltrattamenti, segni indelebili nel corpo e nello spirito, quei segni che solo una sincera e sana accoglienza potrà lenire.

Il video-testimonianza è parte dei materiale multimediali allegati alla traccia del cammino adulti di AC 2018/2019.

 

Guardarsi negli occhi: l’esempio di San Martino di Tours

La tela di Giovanni Canova, San Martino (custodita presso la comunità Saint Martin di Nyahururu, Kenya), introduce la prima tappa del cammino formativo degli adulti di AC. Il quadro ha la forza comunicativa di un’icona e l’autore aiuta a cogliere il cuore dell’accoglienza: non guardare l’altro dall’alto in basso, ma guardarsi negli occhi, ponendosi allo stesso livello, poiché tutti si è scalzi e poveri dentro al grande mistero della misericordia e dell’accoglienza divine.

 

Credo

La canzone di Giorgia presenta il percorso di una/un giovane che, dopo l’esperienza di fallimento e di scelte sbagliate risale dal profondo. La fiducia nasce allora dal fare i conti con la propria storia, accogliendone ombre e luci, dal versare lacrime che fanno cadere le maschere indossate come tentativo di risposta alla propria ricerca di senso e di identità. Il “credo” professato dal testo di questa canzone affonda le radici nell’amore, capace di diventare un dono e un’offerta per il bene degli altri: questo tipo di amore scioglie ogni maschera e fa risalire dal profondo delle proprie cadute, per aprire il cuore alla vita, alla fiducia in sé e negli altri, alla creatività delle idee. (Testo)

 

L’accoglienza cristiana

Tante volte la parabola del Buon Samaritano ci è stata presentata come l’esempio di chi sa farsi prossimo, di chi sa condividere il dolore degli altri, ma “per accogliere bisogna anche imparare ad essere accolti, accettare che gli altri portino la nostra miseria”. La riflessione che proponiamo è stata tratta dal sito www.caritas-forli.it e riporta una riflessione tenuta da Ludwig Monti, monaco di Bose, in occasione della giornata diocesana della carità.

 

A braccia aperte

L’esperienza del popolo di Israele può guidarci nel percorso dal semplice incontro all’accoglienza. Lidia Maggi, alla luce della Bibbia, ci accompagna in questo viaggio.