da Nicolas Allovisio | Ott 25, 2017 | Giovani

“Parola al Centro”, il titolo scelto per il percorso formativi per i giovani dai 19 ai 25 anni, esprime una significativa sintesi dello stile che gli incontri vogliono avere. Al centro della formazione umana/cristiana c’è la parola del Signore. L’aspetto più bello è che questa Parola è incarnata. È veramente incarnata e calata nella vita di tutti i giorni. Attraverso il confronto tra i giovani e la guida dei vari relatori, vogliamo quindi formarci e prepararci ad affrontare la giovane vita adulta che ci troviamo a vivere, portando la Parola nella quotidianità.
Mettere al centro la formazione narra il mandato proprio della FUCI e del settore giovani di AC che, insieme, camminano nella missione ai giovani del territorio, verso il Sinodo.
da Nicolas Allovisio | Ott 23, 2017 | Adulti

di don Antonello Martinenghi *
La Sacra Scrittura ci dice una cosa, a prima vista un po’ strana: ci dice che Dio lavora. “Dio concluse il suo lavoro che aveva fatto” (Gen2,2).
La Bibbia parla di un “lavoro di Dio” anche se evidentemente è una metafora, un modo di dire. La Bibbia non ha paura a parlare di Dio come “uno che lavora”. Se leggiamo le prime pagine del libro della Genesi che ci parla delle origini del mondo, possiamo scoprire e capire l’oggetto del lavoro di Dio: la terra, la creazione, le cose, la vegetazione, l’uomo, la vita. Noi stessi siamo l’oggetto di questo lavoro meraviglioso di Dio. Siamo il frutto del lavoro di Dio.
Potremmo poi chiederc:i ma se Dio lavora, come lavora? Quali sono le caratteristiche del lavoro di Dio? E il libro della Genesi ci risponderà che il lavoro di Dio è un lavoro libero che egli compie liberamente per esprimere se stesso; che è un lavoro creativo, ricco di inventiva e di fantasia ed è un lavoro che gli dà soddisfazione. (“E Dio che vide che era cosa buona”…).
Allora noi cristiani che ci ispiriamo alla Parola di Dio rivelata nella Bibbia, possiamo tranquillamente concludere che se l’uomo è fatto ad immagine di Dio, anche il lavoro dell’uomo è fatto ad immagine del lavoro di Dio. Ne viene che il lavoro dell’uomo nel disegno di Dio è destinato ad essere anch’esso un lavoro libero, spontaneo e creativo, che dà soddisfazione a chi lo fa, un lavoro in cui, chi lo compie, esprime se stesso e trova gioia nell’esprimersi attraverso il suo lavoro.
Questa realtà così bella del lavoro di Dio e del lavoro dell’uomo nel disegno di Dio si trova però a fare i conti con la drammatica realtà del peccato: il lavoro umano viene vissuto nella realtà storica del peccato. È la realtà che tutti conosciamo e che si potrebbe definire con alcune caratteristiche opposte a quelle volute da Dio e che ci sono state ricordate nel libro della Genesi.
Il lavoro spesso non è libero e anche se non è più imposto dalla schiavitù (ma in alcune parti del mondo purtroppo la schiavitù esiste ancora…); il lavoro è sovente imposto dalle circostanze e dalle situazioni che non possiamo ne calcolare ne programmare, quindi il lavoro talora è imposto contro la volontà, contro le attitudini e può diventare causa di disagio e non di gioia.
Il lavoro che abbiamo tra le mani è, sovente, tale che invece di essere creativo, capace di esprimerci, ci obbliga alla monotonia, alla fatica, alla ripetizione. Il disagio della fatica fisica e psicologica che il lavoro produce ci toglie spesso quella soddisfazione che si può e si dovrebbe avere davanti all’opera compiuta, al lavoro finito. Anzi, nella società attuale non di rado non vediamo tra le nostre mani il frutto del nostro lavoro, non lo abbiamo davanti a noi. Non possiamo dire: “Ecco che ho prodotto una cosa buona” perché la cosa prodotta ci sfugge.
In conclusione sembra che il disegno di Dio sul lavoro umano venga smentito dalla realtà: nelle nostre mani il lavoro diventa fatica, sofferenza e peso, Talora ne parliamo come di una “condanna”.
In questa realtà umana segnata dal peccato e che segna anche la realtà del lavoro, per noi cristiani entra prepotentemente in gioco la Redenzione, la salvezza operata da Gesù, il Figlio di Dio, il figlio del carpentiere. Rendere il lavoro umano sempre più vicino al disegno di Dio, sottomesso alla persona umana, che sia espressivo dell’uomo, di cui l’uomo possa godere ed esserne realmente soddisfatto.
Questo che può sembrare un sogno, in realtà è una lunga strada, un lungo cammino, da percorrere. Strada difficile sulla quale alcuni obiettivi sembrano raggiunti (per esempio diminuendo la fatica del lavoro fisico) ma strada sulla quale si cade in tante difficoltà, (per esempio la monotonia, la ripetizione, l’anonimato del lavoro).
Bisogna ripensare il lavoro per lavorare meglio e renderlo espressione della libertà e della dignità dell’uomo e della donna che creano qualche cosa di vero e di buono. Un tratto del cammino è stato sicuramente fatto (non in tutte le parti del mondo…) ma il cammino che resta da fare ci chiede di ripensare il modello di società, il nostro modo di vivere e di voler godere dei beni del mondo e di consumare le cose del mondo. Si tratta di mettere i valori dell’uomo al primo posto prima delle soddisfazioni immediate, del profitto, del consumo per il consumo, prima di tutte quelle cose che sono una minaccia di degrado complessivo della nostra società. I cristiani non possono camminare tristemente come se le cose non dovessero cambiare mai e, d’altro canto, neanche illudersi di raggiungere tali obiettivi per un miracolo che venga da chissà dove. Ai cristiani con la loro speranza, il loro coraggio, la loro fede, insieme a tutti gli uomini di buona volontà è affidato questo cammino per fare del loro lavoro uno strumento di redenzione per il mondo.
*direttore Ufficio diocesano MIGRANTES
da Nicolas Allovisio | Ott 16, 2017 | Adulti

di Matteo Truffelli* – È un piacere e una soddisfazione accogliere la pubblicazione di questo libro di Piergiorgio Grassi. Un volume che racconta di una proficua esperienza portata avanti negli anni e al tempo stesso ridice, ancora una volta, l’importanza di continuare a promuovere occasioni di riflessione e discussione capaci di offrire alla cultura del nostro tempo gli strumenti necessari per leggere in profondità la stagione storica dentro cui siamo immersi.
Scorrendo le pagine di questo bel libro, infatti, si ritrovano i fili di un percorso intellettuale che, nell’arco di non poco tempo, ha contribuito a disegnare per i lettori di «Dialoghi» una mappa utile a orientarsi in mezzo alle grandi questioni dell’oggi e, probabilmente, del domani. Un esercizio portato avanti attraverso un’attenta lettura degli eventi della contemporaneità, sempre collocati da Grassi nel grembo delle ragioni di fondo che ne decodificano il significato, e un altrettanto importante richiamo alle correnti profonde che solcano il fondale dei nostri giorni, concorrendo in maniera decisiva a tracciarne il profilo. Sempre alla ricerca del bandolo della matassa, ma senza mai la pretesa di chiudere il discorso attorno a esso. Anzi, con la propensione continua ad aprire ulteriori strade di approfondimento, di confronto, di dialogo, sporgendosi verso altre culture, altri modi di pensare l’uomo e la storia.
Proprio questo, del resto, si propone di fare la rivista «Dialoghi», da cui questi testi sono tratti e di cui Grassi è stato per molti anni direttore. Offrire spunti interpretativi e rilanciare il confronto tra differenti punti di vista, competenze, sensibilità. Leggere in profondità il nostro tempo e misurarne il profilo alla luce degli eventi che si succedono. Non per fare accademia attorno a essi, ma per capire insieme come starvi dentro assumendosi la responsabilità di abitarli in maniera significativa. Lasciandosi interrogare dai processi in corso in ogni ambito – politica, religione, etica, cultura… – e da ogni angolo prospettico, con l’attenzione ai tanti fenomeni che concorrono a dare forma ai nostri giorni: immigrazione, lavoro, terrorismo, questione antropologica, dibattito teologico, e molto altro ancora.
Questo è quello che i lettori troveranno nelle pagine di questo volume. Punti di riferimento utili per traguardare l’orizzonte e muoversi dentro di esso, sulla scorta di una serie di analisi formulate con una scrittura chiara e puntuale, suggestiva e mai banale. Gli editoriali, i saggi, i profili che sono raccolti in questo libro offrono dunque lo spaccato di una riflessione ampia e articolata, che Piergiorgio Grassi ha condotto in questi anni sulle pagine di «Dialoghi» e che tutto il Comitato di direzione della rivista, sotto la sua guida, ha contribuito a stimolare e integrare, attraverso un vero e proprio lavoro di ricerca condivisa. Un lavoro prezioso, che continua.
*Presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana
«Leggere in profondità il nostro tempo e misurarne il profilo alla luce degli eventi che si succedono. Non per fare accademia attorno a essi, ma per capire insieme come starvi dentro», cosi il Presidente nazionale dell’Azione Cattolica nella prefazione a Fede e laicità nel passaggio d’epoca, edito dall’Ave (Roma 2017), che raccoglie gli scritti di Piergiorgio Grassi per «Dialoghi», il trimestrale culturale dell’Ac da lui diretto per sette anni. Sempre cercando ulteriori strade di approfondimento, confronto, dialogo, sporgendosi verso altre culture, altri modi di pensare l’uomo e la storia. Il volume è arricchito dalla postfazione del sociologo Ilvo Diamanti.
da Nicolas Allovisio | Ott 11, 2017 | MSAC

Domenica 15 ottobre: ore 19,
presso la palestra dell’Istituto Istruzione Superiore “A. Cesaris” di Casalpusterlengo,
gli msacchini del Lodigiano si incontrano per confrontarsi su “La scuola che vogliamo“.
da Nicolas Allovisio | Ott 11, 2017 | Giovani

Ricomicia domenica 15 ottobre alle ore 21.00 all’oratorio San Luigi di Sant’Angelo Lodigiano,
“La Parola ai giovani”.
Il primo incontro dal titolo “Che o chi cerchi” sarà guidato da don Emanuele Campagnoli
da Nicolas Allovisio | Ott 6, 2017 | Giovani

domenica 8 ottobre, ci ritroviamo per il tradizionale Pellegrinaggio Vocazionale, prima tappa del cammino diocesano verso il Sinodo dei Vescovi del 2018.
Alle ore 16.00 da Boffalora d’Adda in cammino verso la Cattedrale Vegetale di Lodi, dove alle 18.00 verrà celebrata la Santa Messa.