GOCCIA – aprile 2019

La riflessione che ci propone questa quarta tappa del cammino associativo arriva appena dopo la celebrazione della Pasqua. L’annuncio della gioia della Risurrezione, che ognuno di noi è chiamato a rinnovare ogni giorno, sarà possibile solo nella misura in cui saremo in grado di sperimentare l’Amore che ci precede.

Precedere nell’amore per generare – (Lc 10,1-12.16)

Gesù invia davanti a sé, sulle strade della sua terra, settantadue discepoli rendendoli apostoli, cioè missionari. Ogni discepolo del Signore è anche testimone, inviato nei luoghi della vita ad annunciare l’amore del Padre che vuole raggiungere tutti e ciascuno. È una chiamata che possiamo imparare a declinare in tutti i linguaggi e le azioni della nostra quotidianità. È una chiamata a precedere l’Amore, perché sperimentiamo ogni giorno che l’amore ci precede, e, anche così, diventare generatori.

Buona lettura!

La Redazione di Goccia

 

La Parola Illumina

Proponiamo due contributi di approfondimento sul brano di Vangelo di Luca che è stato scelto come testo di riferimento per questa tappa.

–     Il primo è tratto dal materiale multimediale allegato alla traccia proposta dall’AC nazionale per il cammino adulti 2018/2019.

–     La seconda è un commento di Luciano Manicardi tratto dal sito https://alzogliocchiversoilcielo.blogspot.com/

 

Arte e cultura per raccontare la fede

Da sempre l’arte rappresenta un prezioso strumento per far comprendere a tutti le verità delle fede. Il video proposto presenta l’esperienza della delegazione di AC della Campania che, proprio a partire dal patrimonio artistico del territorio, ha avviato un percorso di avvicinamento alla fede. Il video-testimonianza è parte del materiale multimediale allegato alla traccia del cammino adulti di AC 2018/2019.

 

Arte e natura per raccontare la fede

L’arte di Antonio Gaudì, come da lui stesso più volte dichiarato, prende spesso spunto dalla natura. Questa particolarità rimanda alla devozione del maestro catalano per le creazioni di Dio.

 

La Chiesa sia credibile

Questo testo del Cardinale Michele Giordano, estratto dal testo di Francesco Antonio Grana “Il cortile dei Gentili”, pone l’attenzione sull’attuale questione della testimonianza cristiana e della capacità della Chiesa di essere sacramento.

 

Anche con le parole se necessario

“Si può predicare il Vangelo senza le parole? Sì! Con la testimonianza!”: con questa frase è possibile riassumere il tema che accumuna i seguenti testi

–       Approfondimento sul motto di S. Francesco: “Anche con le parole se necessario” (tratto da http://www.osservatoreromano.va/it/news/anche-con-le-parole-se-necessario)

–       Discorso di Papa Francesco al Congresso Internazionale sulla Catechesi (27 settembre 2013)

–       Omelia di Papa Francesco in occasione della celebrazione Eucaristica presso la Basilica di San Paolo Fuori le Mura (III Domenica di Pasqua, 14 aprile 2013)

 

Giovani e Chiesa in cammino verso la pienezza della vita

A qualche mese di distanza dalla conclusione del Sinodo dei Vescovi dedicato ai giovani e al discernimento, riproponiamo una riflessione che Enzo Bianchi scrisse prima dell’inizio di quell’evento. Cosa significa per giovani e adulti “precedere nell’amore”? A quale missione e testimonianza sono chiamati gli uni e gli altri?

GOCCIA – marzo 2019

Il cammino associativo di quest’anno ci porta, nella sua terza teppa, a riflettere sull’importante senso del discernimento come strumento indispensabile per diventare “generatori”.

Ringraziamo il nostro assistente generale don Luca Pomati che ci ha aiutato a raccogliere gli spunti di approfondimento per questo numero di Goccia.

Discernere per generare – (Lc 12,54-57)

Diventiamo generatori quando impariamo l’arte difficile del discernimento. E’ Gesù stesso a chiedercela, osservando come siamo capaci di prevedere il tempo che scorre, ma quanto fatichiamo a comprendere e giudicare il tempo della vita e della salvezza, il tempo che viviamo e in cui siamo immersi. Allenarci a leggere i nostri vissuti e quelli dei fratelli, gli avvenimenti grandi e piccoli della storia, allenarci a entrare in profondità per valutare e poi scegliere come starci dentro è un passo importante per generare

Buona lettura!

La Redazione di Goccia

 

A chi credere?

La canzone “Non so più a chi credere” con cui Antonacci partecipò al 43° Festival di Sanremo diventa uno spunto per riflettere sulla necessità di esercitare il discernimento di fronte alla complessità della vita e alle informazioni contraddittorie che riceviamo. (Video: https://www.youtube.com/watch?v=rc_C9hhQlRM)

 

La Parola Illumina

Proponiamo una riflessione sul brano di Vangelo di Luca che è stato scelto come testo di riferimento per questa tappa. Il materiale è tratto dai contributi multimediali allegati alla traccia proposta dall’AC nazionale per il cammino adulti 2018/2019.

 

La vita cambia

Il video proposto presenta come il Movimento Lavoratori di AC nazionale applica il discernimento comunitario nella Progettazione Sociale e costituisce uno spunto per “cambiare la nostra vita”. Il video-testimonianza è parte del materiale multimediali allegati alla traccia del cammino adulti di AC 2018/2019.

 

Guardare in profondità

Il quadro di Magritte, nel proporre un paradosso al suo spettatore, lo stimola a prendere atto della differenza tra i livelli della realtà, cioè tra le cose così come sono, le immagini di esse che noi produciamo e le parole che usiamo per parlarne. La realtà, quindi, è mostrata nella sua complessità: chi guarda il quadro deve fare necessariamente lo sforzo di distinguere immagini e parole, di ricostruirne il senso più profondo. Un esercizio di riflessione sull’ovvio che ci circonda, per poter deciderne il significato.

 

L’importanza del reale

Io sono sempre stato “sorpreso” dalla vita.

E siccome credo che Dio sia Vita, così com’è Luce e così com’è Amore, penso davvero che sia stato proprio Lui a “sorprendermi” nel mio cammino.

Dio è sorpresa. Dio è novità. Dio è creatività.

Nel “Il deserto nella città” fratel Carlo ci aiuta a vedere chiaro per leggere negli avvenimenti e nei segni.

 

L’arte di scegliere

Nella storia della spiritualità cristiana il discernimento spirituale è sempre stato ritenuto il dono assolutamente necessario per conoscere la volontà di Dio. Così ne parla Antonio, il padre dei monaci: «La via più adatta per essere condotti a Dio è il discernimento, chiamato nel vangelo occhio e lampada del corpo (cfr. Matteo 6, 22-23). Esso infatti discerne tutti i pensieri dell’uomo e i suoi atti, esamina e vede nella luce ciò che noi dobbiamo compiere» (Cassiano, Conferenze ii, 2).

 

Discernimento: “esercizio alto di sinodalità”

S.E. Mons. Gualtiero Sigismondi, assistente ecclesiastico generale di AC, rivolge la sua riflessione a tutti i presidenti e agli assistenti di Azione Cattolica riuniti per il convegno di Bologna. Che cosa significa e cosa si intende per “discernimento comunitario”? Mons. Sigismondi ci offre un vero e proprio decalogo per attuarlo.

GOCCIA – febbraio 2019

GOCCIA – FEBBRAIO 2019

 

Dopo l’accoglienza, il percorso formativo di quest’anno ci porta ad approfondire la dimensione dell’ascolto, come altro ingrediente fondamentale per diventare capaci di generare. Questa volta sarà l’icona biblica di Marta e Maria ad accompagnarci nel cammino.

Ringraziamo di cuore le Suore del Carmelo che, con generosa disponibilità, hanno raccolto le proposte di riflessione per questo numero di Goccia.

Ascoltare per generare – (Lc 10,38-42)

Nella casa di Betania, Marta e Maria accolgono Gesù. Dalla loro esperienza comprendiamo che accoglienza, ascolto e servizio sono i volti di una stessa storia. L’ascolto dà valore all’accoglienza e motivazione al servizio. Anche le nostre relazioni con i fratelli e il rapporto personale che coltiviamo con Dio si nutrono di ascolto: ascoltare la sua Parola è accogliere il Signore nella nostra vita, e lasciarci riempire il cuore dal suo amore, così da diffonderlo in ogni altra relazione, diventando capaci di generare.

Buona lettura!

La Redazione di Goccia

 

Premessa

L’esperienza di Marta e Maria rappresenta il percorso che dall’accoglienza, attraverso l’ascolto, arriva all’amicizia con il Signore.

 

Di una cosa sola c’è bisogno…

Non ci può essere contrapposizione tra il servizio e l’ascolto della Parola. Si tratta piuttosto di una giusta gerarchia tra le due cose.

 

Maria ha scelto la parte migliore…

Non basta “ascoltare”: è necessario “vedere” e riconoscere in Cristo il Figlio di Dio, il Messia, il Salvatore.

 

Signore, se tu fossi stato qui…

Credere significa aderire con un principio d’amore, d’amicizia a Cristo e attraverso questa accoglienza trapiantare noi stessi in lui, cioè permettere che lui ci comunichi il suo Spirito-Vita, perché noi ne viviamo.

 

Il Maestro è qui…

La fede come un processo, una dinamica, un’evoluzione d’amore, dove ci sono delle intuizioni che ci prendono e ci convertono, ma ci sono anche residui di un ragionamento fissato alla logica della morte… Nella vita spirituale e nella fede mai e per nessuno niente è scontato.

 

Tutta la casa si riempì del profumo…

La contemplazione porta alla celebrazione della vita che si scopre sempre più.

Goccia – gennaio 2019

GOCCIA – GENNAIO 2019

 

Dopo le due uscite “speciali” di Goccia del 2018, ritorniamo alle vecchie abitudini.

Anche quest’anno, abbiamo scelto di farci guidare nel nostro percorso di approfondimento dal cammino proposto dall’AC nazionale per il settore adulti, sperando così di poter essere di supporto sia per la formazione personale che per l’eventuale gestione degli incontri dei gruppi parrocchiali o interparrocchiali.

Il filo rosso che ci accompagnerà nei prossimi mesi è il tema del GENERARE… Siamo quindi pronti per partire:

Accogliere per generare – (Lc 19,1-10)

Gerico, una città simbolo, considerata nel tempo come il luogo dell’incontro salvifico tra la piccolezza dell’uomo e la grandezza di Dio. Gerico della luna, Gerico del vento, Gerico la profumata. Ma Gerico è anche la città più bassa del mondo (300 metri sotto il livello del mare): per giungervi Gesù deve discendere e per attraversarla deve camminare a lungo e incontrare situazioni maleodoranti, imbattersi in bassezze coma quella di Zaccheo. Egli però riporta il profumo della città, lo riporta con la sua presenza, con la sua misericordia, con il suo sospendere ogni giudizio e guardare al cuore dell’uomo. Il Signore ci invita ad accogliere profumi e odori sgradevoli, riconciliati nell’Amore: è il primo passo per generare

Buona lettura!

La Redazione di Goccia

 

La parola illumina

Proponiamo una riflessione sul brano di Vangelo di Luca che è stato scelto come testo di riferimento per questa prima tappa “Accogliere per generare”. Il materiale è tratto dai contributi multimediali allegati alla traccia proposta dall’AC nazionale per il cammino adulti 2018/2019.

 

La vita cambia

Ce.St.Ri.M Onlus (Centro studi e ricerche sulle realtà meridionali), è un’associazione di volontariato con sede a Potenza, costituitasi nel 1995. L’Associazione, tra i suoi obiettivi, si occupa di comprendere e conoscere i bisogni e le povertà presenti sul territorio al fine di attuare misure di contenimento dell’esclusione e del disagio sociale, attraverso due distinte, ma complementari, azioni: lettura del territorio e conoscenza delle povertà, con particolare riferimento alle povertà nascoste e sommerse e attuazione di interventi immediati mirati ad arginare situazioni di degrado ed estrema emarginazione; realizzazione di progetti, anche d’intesa con le Amministrazioni pubbliche, allo scopo di sostenere gli Enti locali nell’attuazione di politiche sociali innovative che vadano oltre la fase dell’assistenzialismo e dell’emergenza, e verso la logica della promozione umana e della cittadinanza attiva. Casa Marirosa rientra nel progetto CESTRIM Onlus “Persone non schiave”, un progetto di accoglienza e reinserimento sociale e lavorativo di donne vittime della tratta, grave sfruttamento lavorativo, maltrattamento e violenza. Sono ragazze giovanissime e molto coraggiose, donne che hanno avuto la forza di denunciare e che portano i segni dei maltrattamenti, segni indelebili nel corpo e nello spirito, quei segni che solo una sincera e sana accoglienza potrà lenire.

Il video-testimonianza è parte dei materiale multimediali allegati alla traccia del cammino adulti di AC 2018/2019.

 

Guardarsi negli occhi: l’esempio di San Martino di Tours

La tela di Giovanni Canova, San Martino (custodita presso la comunità Saint Martin di Nyahururu, Kenya), introduce la prima tappa del cammino formativo degli adulti di AC. Il quadro ha la forza comunicativa di un’icona e l’autore aiuta a cogliere il cuore dell’accoglienza: non guardare l’altro dall’alto in basso, ma guardarsi negli occhi, ponendosi allo stesso livello, poiché tutti si è scalzi e poveri dentro al grande mistero della misericordia e dell’accoglienza divine.

 

Credo

La canzone di Giorgia presenta il percorso di una/un giovane che, dopo l’esperienza di fallimento e di scelte sbagliate risale dal profondo. La fiducia nasce allora dal fare i conti con la propria storia, accogliendone ombre e luci, dal versare lacrime che fanno cadere le maschere indossate come tentativo di risposta alla propria ricerca di senso e di identità. Il “credo” professato dal testo di questa canzone affonda le radici nell’amore, capace di diventare un dono e un’offerta per il bene degli altri: questo tipo di amore scioglie ogni maschera e fa risalire dal profondo delle proprie cadute, per aprire il cuore alla vita, alla fiducia in sé e negli altri, alla creatività delle idee. (Testo)

 

L’accoglienza cristiana

Tante volte la parabola del Buon Samaritano ci è stata presentata come l’esempio di chi sa farsi prossimo, di chi sa condividere il dolore degli altri, ma “per accogliere bisogna anche imparare ad essere accolti, accettare che gli altri portino la nostra miseria”. La riflessione che proponiamo è stata tratta dal sito www.caritas-forli.it e riporta una riflessione tenuta da Ludwig Monti, monaco di Bose, in occasione della giornata diocesana della carità.

 

A braccia aperte

L’esperienza del popolo di Israele può guidarci nel percorso dal semplice incontro all’accoglienza. Lidia Maggi, alla luce della Bibbia, ci accompagna in questo viaggio.

Goccia – Speciale Sinodo dei Giovani

Goccia – Speciale Sinodo dei Giovani

Durante lo scorso mese di ottobre la Chiesa ha vissuto il Sinodo dei Vescovi sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. A poche settimane dal termine di questo importante momento di ascolto abbiamo chiesto a Gioele Anni, che ha avuto la possibilità di partecipare come uditore, di aiutarci ad approfondire quanto emerso durante i lavori. Ancora una volta, vista l’attualità del tema, abbiamo scelto di inviare questo numero di Goccia a tutti gli aderenti.

Un grazie di cuore a Gioele e un caro augurio di Buon Natale a tutti.

Buona lettura!

La Redazione di Goccia

 

Documento finale

Il testo finale dell’assemblea sinodale, approvato in tutti i suoi numeri con più dei 2/3 di maggioranza. Si divide in tre parti: “Riconoscere”, “Interpretare” e “Scegliere”. L’icona evangelica che fa da contorno a tutto il testo è l’episodio dei discepoli di Emmaus: due giovani che camminavano allontanandosi da un’esperienza di fede, e che Gesù riesce a riavvicinare. Come? Stando con loro, ascoltando senza giudicare, spiegando la Scrittura e infine spezzando il pane insieme a loro.

 

Omelia di Papa Francesco alla messa conclusiva, 28/10/2018

«Ascoltare, farsi prossimi, testimoniare». I tre passi indicati dal Santo Padre per ricostruire un dialogo tra Chiesa e giovani. Occorre una conversione perché «La fede passa per la vita. Quando la fede si concentra puramente sulle formulazioni dottrinali, rischia di parlare solo alla testa, senza toccare il cuore. E quando si concentra solo sul fare, rischia di diventare moralismo e di ridursi al sociale. La fede invece è vita: è vivere l’amore di Dio che ci ha cambiato l’esistenza. »

 

Carissimo Papa Francesco…

La lettera dei 35 giovani uditori al Papa al termine del Sinodo. Tre messaggi: grazie di averci dato spazio; ci siamo, siamo il presente e continuiamo a impegnarci per la Chiesa e per il mondo; siamo con te e con tutti i vescovi, anche nei momenti di difficoltà.

 

I giovani hanno risvegliato la sinodalità della Chiesa

Editoriale della rivista Civiltà Cattolica, edita dai Gesuiti. Perché il Sinodo dei giovani è terminato con un invito a tutta la Chiesa a mettersi in gioco a tutto tondo, nelle sue strutture e nelle sue prassi? Questo breve testo prova a dare una risposta.

 

Ora scaldateci il cuore

Il commento al termine del Sinodo dell’assistente nazionale dei giovani di Ac, don Tony Drazza. «Aiutateci a essere uomini e donne consacrati. Fateci capire, per favore, che significa spendersi e amare qualcuno con tutta la forza. Forse noi per tanti motivi l’abbiamo dimenticato. Voi che siete maestri di amori folli, diteci come si fa a perdere la testa per qualcuno. Diteci come dobbiamo fare per riprendere qualcuno che stiamo perdendo.»

 

Ai giovani che non cercano Dio si deve parlare di Gesù

Enzo Bianchi, fondatore della comunità di Bose e uditore al Sinodo, riflette sull’assemblea e sulle modalità concrete dell’annuncio ai giovani.

 

100 citazioni top dal Sinodo dei giovani

Jonathan Lewis, giovane uditore statunitense, ha raccolto le 100 frasi più interessanti che ha ascoltato nell’aula del Sinodo. Le hanno pronunciate vescovi, cardinali o giovani, ma l’autore non è riportato. Un modo per assaggiare la varietà di punti di vista espressi all’interno dell’assemblea.

Goccia – Speciale Paolo VI

Goccia – Speciale Paolo VI

Dopo la pausa estiva, ritorna l’appuntamento con Goccia. A pochi giorni di distanza dalla canonizzazione di Paolo VI, abbiamo pensato di dedicare l’uscita interamente a questo pontefice che, fra le sue molteplici attenzioni, ha mostrato anche di avere molto a cuore il laicato e l’Azione Cattolica.

Sperando di fare cosa gradita, abbiamo scelto di inviare questo approfondimento a tutti gli aderenti, invitando, quanti ancora non l’avessero fatto e fossero interessati a ricevere i prossimi numeri di Goccia, a segnalare il proprio indirizzo e-mail a goccia.aclodi@gmail.com.

Buona lettura! La Redazione di Goccia

 

Un laicato maturo per una Chiesa che sappia volare in alto

L’articolo di don Luca Anelli, pubblicato nello scorso numero di Dialogo (settembre 2018) costituisce un’ottima cornice per inquadrare il ricchissimo contributo di Paolo IV sul tema del laicato e della realtà associativa di Azione Cattolica.

 

Udienza generale – agosto 1971

“…La partecipazione alla missione della Chiesa è aperta a tutti i cristiani suoi figli; aperta, ma obbligante. Perché non deve esistere un membro inerte e passivo nel Corpo mistico di Cristo; tutti ed ognuno devono collaborare, in diversa forma e misura, ma con comune corresponsabilità all’opera apostolica della Chiesa…”.

 

Discorso ai delegati dell’Azione Cattolica – settembre 1973

Il messaggio del 1973 ha ancora una profonda attualità, l’invito all’AC di essere al servizio della Chiesa nell’opera di evangelizzazione è valido oggi più che mai.

 

Udienza con i membri del Consiglio Nazionale – gennaio 1975

La partecipazione alla missione della Chiesa, la comunione con lo Spirito Santo e con la gerarchia e l’apertura alla realtà presente sono i compiti a cui ognuno di noi è chiamato come battezzato, ma, in modo ancora più forte, come laico di Ac.

 

Discorso nel I centenario dell’Azione Cattolica – dicembre 1968

“…Noi non guarderemo, in questo momento, al passato. …Noi guardiamo al presente e all’avvenire. Dal passato trarremo soltanto il conforto della sostanziale e rettilinea coerenza, la quale lo fa rivivere nella definizione terminale che l’Azione Cattolica si è guadagnata e che il Concilio ha in un certo senso canonizzata e inserita ormai nel disegno costituzionale e nel programma operativo della Chiesa.”

“…Non è stata e non è l’Azione Cattolica un effimero entusiasmo, un’impresa di dilettanti: è stata ed è tuttora un dono vero, un sacrificio serio, un servizio permanente”.

 

Discorso agli assistenti ecclesiastici di Azione Cattolica – luglio 1975

Alcune importanti spunti di riflessione sull’identità associativa si trovano anche in questo discorso di Paolo VI agli assistenti di Ac.

 

Sempre più degna della sua storia bellissima

Brani tratti da «Sempre più degna della sua storia bellissima» Paolo VI all’Azione cattolica a cura di Simona Ferrantin e Paolo Trionfini (Editrice Ave)