da Carlo Lombardi | Giu 2, 2016 | Goccia
GOCCIA del 2 Giugno 2016
Il nostro percorso attraverso gli ambiti toccati nel Convengo di Firenze dello scorso autunno, ci conduce questa volta ad affrontare il tema dell’educare. Lo vogliamo fare, aiutati da Brunella e Monica di San Fereolo, da una prospettiva un po’ singolare: quella dell’educazione alla Misericordia. Nel cuore dell’anno giubilare vogliamo raccogliere pensieri e provocazioni su come è possibile educare al perdono, che è sempre dono incondizionato di Dio e stile di vita feconda tra gli uomini. Buona lettura! La Redazione di Goccia
Ecco due contributi di Alessandro D’Avenia pubblicati su “La Stampa” e “Avvenire”.
Nel primo l’autore riflette sull’antitesi prestazione-misericordia, presentando la seconda come la capacità di interiorizzare la propria vita e accettarla per quello che è, al contrario della prima che invece rischia di generare giovani che si stancano della propria esistenza prima ancora di cominciare il compimento.
Nel secondo contributo la riflessione si sofferma sulle tante immagini “aggraziate” del dono di misericordia che Dio fa all’uomo nella vita di tutti i giorni se l’uomo si lascia raggiungere da questa grazia. Fedeltà paterna da un lato e accoglienza materna dall’altro sono sistole e diastole del cuore di Dio.
Nello suo stile chiaro e diretto, Papa Francesco ci invita a riflettere sul fatto che la famiglia è una grande palestra di allenamento al dono e al perdono reciproco senza il quale nessun amore può durare a lungo.
In questo denso articolo, Gianfranco Ravasi mostra la molteplicità simbolica che il perdono assume esprimendo l’intreccio tra teologia e antropologia. L’invito è quello di elaborare un’educazione al perdono che veda in azione non solo le regole dell’economia del diritto, ma anche quelle eccedenti del perdono.
Una riflessione sul valore pedagogico delle esperienze di riconciliazione in famiglia in quanto capaci di far nascere e crescere nel bambino non solo la certezza di poter sempre contare sul perdono del Padre, ma anche di suscitare la propensione ad uno sguardo sempre benevolo sul prossimo.
Infine un piccolo spunto alla riflessione proposto dal gruppo ACR 12/14 di Casalpusterlengo
da Carlo Lombardi | Apr 26, 2016 | Goccia
GOCCIA del 27 Aprile 2016
Riprendiamo la riflessione sugli ambiti del Convegno di Firenze. Dopo aver affrontato il tema dell’abitare e del trasfigurare, dedichiamo questo numero di Goccia all’ambito dell’annunciare. Ci facciamo aiutare dagli amici della Caritas Diocesana a cui va il nostro ringraziamento. Vi ricordiamo che è possibile segnalare contributi o mandare commenti ed opinioni scrivendo a goccia.aclodi@gmail.com. Buona lettura!
La Redazione di Goccia
In una meditazione mattutina durante la celebrazione eucaristica a Santa Marta, Papa Francesco mette in risalto tre parole chiave: cammino, servizio e gratuità. Sono le tre parole per vivere la “leggerezza cristiana” di chi si sente voluto bene dal Padre, salvato da Gesù Cristo, sospinto dalla Spirito Santo.
Papa Benedetto (durante una udienza generale di novembre 2012) ci ricorda che parlare di Dio è comunicare con forza e semplicità, con la parola e con la vita, ciò che è essenziale. Questo stile diventa un’indicazione essenziale: il nostro modo di vivere nella fede e nella carità diventa un parlare di Dio nell’oggi, perché mostra con un’esistenza vissuta in Cristo la credibilità, il realismo di quel che diciamo con le parole, che non sono solo parole, ma mostrano la vera realtà.
La gioia è contagiosa. Mette in movimento chi la sperimenta dentro di sé e fa nascere il desiderio di comunicarla agli altri. Essa non nasconde le realtà del dolore, della fatica, delle difficoltà, dell’incomprensione e della stessa morte, ma sa offrire i criteri per interpretare tutto nella prospettiva della speranza cristiana. Un bel contributo di Giovanni Cucci tratto da Civiltà Cattolica.
La prima forma di annuncio è la testimonianza (Paolo VI). L’evangelizzazione non si esaurisce nella predicazione e nell’insegnamento di una dottrina. Essa deve raggiungere la vita. La Chiesa della testimonianza è una Chiesa che “ascolta e custodisce la Parola e la confronta con le parole degli uomini, che custodisce e ascolta”. Promuove uno “stile di vita” che dice non solo a parole, ma con i fatti, la ricerca del bene comune che passa necessariamente attraverso la condivisione, la redistribuzione dei beni e la sobrietà. È quanto argomenta in questo interessante contributo Mons. Giancarlo Perego, Direttore Generale della Fondazione Migrantes.
Anna Maria Gellini, recensendo il nuovo libro di Bruno Maggioni dal titolo “Nuova Evangelizzazione” sottolinea come il problema più serio non è in quale modo annunciare il Vangelo in una cultura diversa, ma come “ripensare” il Vangelo dentro questa diversa cultura. Il Vangelo è quello di sempre, ma nuovo deve essere il modo di comprenderlo, non soltanto il modo di ridirlo.
Il mondo in cui viviamo, e che siamo chiamati ad amare e servire anche nelle sue contraddizioni, esige dalla Chiesa il potenziamento delle sinergie in tutti gli ambiti della sua missione. Proprio il cammino della “sinodalità” è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio. Una Chiesa sinodale è una Chiesa dell’ascolto, nella consapevolezza che ascoltare «è più che sentire». È un ascolto reciproco in cui ciascuno ha qualcosa da imparare. Qui sta la necessità e la bellezza di “camminare insieme”. In allegato due interessanti contributi sul tema della sinodalità.
Una bella testimonianza sul giovedì santo che fa riflettere (e piangere) di P. Silvano Daldosso, missionario in Mozambico, che ci è arrivata grazie ai Lavoratori Credenti.
da Carlo Lombardi | Mar 25, 2016 | Goccia
GOCCIA del 25 Marzo 2016
In questo numero di Pasqua, proponiamo una riflessione sul tema del “trasfigurare”, secondo ambito trattato nel Convegno ecclesiale di Firenze 2015 (cfr. il precedente numero di Goccia dedicato al tema dell’abitare). Invitando tutti alla lettura, approfittiamo per augurare una Santa Pasqua di resurrezione a voi e alla vostre famiglie.
La Redazione di Goccia
“Trasfigurare” è sguardo di fede, dunque uno sguardo “altro” sulla realtà dell’umano, del mondo e della storia. Per questo, la quinta via di umanizzazione, Trasfigurare, rappresenta la sintesi delle quattro vie che la precedono che, a loro volta, sono il frutto di una realtà trasfigurata” Questo il punto di partenza di questa interessante riflessione di fratel Goffredo Boselli, monaco di Bose e referente del gruppo di lavoro sulla via Trasfigurare al convegno di Firenze. La sua riflessione si articola attorno a quattro “parole chiave”: mistero, liturgia, bellezza, profezia.
La profonda riflessione di Mons. Ravasi sul tema del dolore e della sofferenza ci aiuta a penetrare il mistero di queste dimensioni che da sempre suscitano domande nella vita degli uomini. La luce del Risorto ci permette di trasfigurare queste realtà attraverso la nuova prospettiva dell’amore.
All’inizio del 2000 il Card. Carlo Maria Martini scriveva alla diocesi di Milano una lettera pastorale dal tema “Quale bellezza salverà il mondo?”. Nonostante siano passati un po’ di anni da quell’occasione, alcuni dei temi affrontati sono ancora di profonda attualità. Partendo dal Vangelo della trasfigurazione e dall’esperienza vissuta dai discepoli, la lettera permette di approfondire il senso della Bellezza che salva e trasfigura la storia.
Il padre gesuita Jean Paul Hernandez, cappellano Sapienza e docente di teologia alla Gregoriana riflette sul tema della trasfigurazione a partire da una esperienza personale e da alcune parole ascoltate in gioventù: “Jean-Paul, lo sappiamo che non sei un santo. Ma i peccati sono quelle maniglie che il Signore usa per abbracciarti meglio. Se tu fossi perfetto, saresti come un cilindro di alluminio e le mani del Signore scivolerebbero senza riuscire a prenderti. Invece egli ti afferra proprio dai peccati e non ti molla”
Padre Rupnik, famoso artista e teologo, propone una suggestiva relazione tra bene e bello: “un bene che non diventa bellezza è un pericolo per l’uomo e ciò lo constatiamo continuamente: non esiste sofferenza più grande che avere a che fare con chi ha un’idea del bene che vuole imporre a tutti. La dittatura del bene è la suprema espressione del male. Il bene che non diventa bellezza è un fanatismo”
In questo contributo Marialuisa Pugliese evidenzia come il verbo trasfigurare ci pone di fronte “alla proposta di una nuova chiave d’interpretazione di quella che è la vita ecclesiale e la presenza cristiana nelle realtà sociali”. Un contributo tratto dal sito http://www.diteloatutti.net/
da Carlo Lombardi | Mar 5, 2016 | Goccia
GOCCIA del 5 Marzo 2016
Iniziamo con questo numero di Goccia un semplice percorso attraverso gli ambiti affrontati nel Convegno Nazionale della Chiesa Italiana dello scorso novembre. E’ l’occasione per riprendere e approfondire gli stimoli e le prospettive che l’esperienza di Firenze ha lanciato a tutta la Chiesa che è in Italia.
Partiamo con il tema dell’abitare, lasciandoci guidare nella riflessione da Raffaele Gnocchi, di Sant’Angelo Lodigiano, pedagogista, docente universitario e animatore dell’associazione Casa Barasa (http://casabarasa.it/).
Abitare, dimorare, risiedere in una casa è per molti il desiderio di un posto dove posare il capo e riconoscersi appartenente a un contesto spaziale e culturale, un perimetro che rimanda chiaramente una identità. Non sempre è così e il concetto di dimora si limita all’utilizzo di uno spazio con il semplice obiettivo di fornire un riparo. Gli inglesi usano la parole house per indicare la casa come bene mentre lasciano alla parola home il significato di luogo dove appartenere. Anche noi potremmo pensare alla casa come a un bene che diventa opportunità concreta per le persone alla costante ricerca di una identità di un luogo e di una dimensione sociale nella quale sentirsi parte.
Oggi giorno emerge come il tema dell’abitare è questione cruciale per i processi di integrazione delle persone al di là della nazionalità o della cultura di appartenenza.
Uno sguardo sulla realtà dell’abitare nel nostro contesto lodigiano e nella più ampia realtà italiana ed europea, con qualche spunto e stimolo culturale.
“In questo paragrafo le persone gravemente emarginate e quelle senza dimora, sono al centro della riflessione; una serie sempre più numerosa di persone ai margini della società e della vita sociale. Una abitazione e condizioni di vita dignitose sono i più basilari diritti di ciascun individuo. Ottenere un accesso sicuro ad una sistemazione abitativa, è spesso il presupposto per esercitare molti dei diritti fondamentali che formano le basi di una società e dovrebbero essere goduti da ciascun individuo”.
“L’housing sociale nasce come tentativo di ampliare, qualificandola, l’offerta degli alloggi in affitto (e in misura minore anche in vendita) mettendo a disposizione nuove unità abitative a favore di quelle persone che, escluse per ragioni di reddito dall’accesso all’edilizia residenziale pubblica, non sono tuttavia in grado di sostenere i costi del libero mercato.”
Un vasto ed ampio contributo della Regione Lombardia e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla tematica delle politiche abitative e flussi immigratori. Utile per chi vuole approfondire e attingere a contenuti di maggior dettaglio.
Nota della redazione:
Raffaele ha messo a disposizione altro materiale relativo all’housing sociale che non è stato possibile pubblicare su questo numero di Goccia. Chiunque fosse interessato a riceverlo, può richiederlo a goccia.aclodi@gmail.com
da Carlo Lombardi | Gen 30, 2016 | Goccia
GOCCIA del 30 Gennaio 2016
EXPO Milano 2015 si è concluso ormai da diversi mesi. Nonostante alcune incertezze iniziali riguardo la buona uscita dell’evento, la partecipazione è stata elevata e sentita. Ma oggi, a manifestazione conclusa, cosa ci rimane di EXPO Milano 2015? In particolare, riguardo al tema centrale “NUTRIRE IL PIANETA, ENERGIA PER LA VITA”, quali risultati, processi e speranze ha generato EXPO?
Il Laboratorio per la Partecipazione ha seguito lo sviluppo della manifestazione e in questi ultimi mesi ha cercato di trovare alcune risposte a queste domande. Abbiamo quindi pensato di condividere con voi alcune risorse che pensiamo siano utili per comprendere meglio il lascito di EXPO.
La Carta di Milano, con più di un milione di firme raccolte, rappresenta l’eredità culturale di Expo Milano 2015. Un documento partecipato e condiviso, fortemente voluto dal Governo italiano, che richiama ogni cittadino, associazione, impresa o istituzione nazionale e internazionale ad assumersi le proprie responsabilità per garantire alle generazioni future di poter godere del diritto al cibo.
Il video ripercorre in modo veloce e piacevole il percorso della manifestazione nei suoi 6 mesi di svolgimento.
Il Laboratorio per la Partecipazione ha organizzato questo incontro pubblico all’inizio di Dicembre 2015 per approfondire i risultati ed il lascito di EXPO. Ospiti della serata sono stati:
-Fabio Pizzul, consigliere regionale di Regione Lombardia
-Vittorio Boselli, segretario generale Confartigianato della Provincia di Lodi e membro del consiglio camerale della Camera di Commercio di Lodi
-Luciano Gualzetti, vice direttore di Caritas Ambrosiana.
Articolo di Famiglia Cristiana in cui viene presentata la posizione di Caritas Internationalis e Caritas Ambrosiana rispetto alla Carta di Milano.
L’ICRA (International Catholic Rural Association) è una ONG internazionale riconosciuta dalla Santa Sede che, nella fedeltà al Vangelo, opera per la diffusione dei principi della dottrina sociale della Chiesa e di uno spirito di solidarietà nel mondo agricolo, affinché i rurali e soprattutto i più poveri tra di essi possano avere una vita dignitosa, divenire protagonisti della propria crescita umana, spirituale e sociale, e cooperare al bene comune.
Messaggio per EXPO è una riflessione proposta da ICRA riguardo le tematiche ed i processi avviati da EXPO.
La Fondazione Feltrinelli è stato l’ente incaricato di coordinare la redazione della Carta di Milano e l’attività scientifica di EXPO.
Laboratorio EXPO è un progetto di EXPO Milano 2015 e Fondazione Feltrinelli curato da Salvatore Veca. Laboratorio EXPO è dedicato alla riflessione scientifica sui temi della sostenibilità ambientale ed etica, sulla cultura del cibo, lo sviluppo sostenibile e sul rapporto città/cittadini e si propone di mettere in dialogo aspetti culturali, antropologici, economici e sociali legati alle tematiche di EXPO Milano 2015. Laboratorio EXPO coinvolge il mondo accademico nazionale e numerose istituzioni scientifiche internazionali con l’obiettivo di articolare una riflessione prismatica su molti volti della sostenibilità, promuovendo ricerca e confronto di idee nella comunità scientifica. Laboratorio EXPO è un momento di formazione e di raccolta delle opinioni più autorevoli della ricerca a beneficio dei giovani ricercatori, delle istituzioni e del pubblico e culminerà con una carta di raccomandazioni: i suggerimenti del mondo della scienza per un futuro più sostenibile.
Sito web “Fondazione Feltrinelli: Laboratorio EXPO”
Demo Field è un progetto sviluppato dal Parco Tecnologico Padano. Il progetto è costitutio da un Campo Dimostrativo che illustra in un’area di 12.000 m2 i principali trend dell’agricoltura sostenibile del futuro di quattro delle più rilevanti filiere produttive a livello mondiale: riso, mais, soia, sorgo e cinque colture ad alto valore aggiunto: pomodoro, melo, fragola, lupino e luppolo.
Sito web “Demo Field”
Demo Field sarà ancora visitabile in primavera. Il Laboratorio per la Partecipazione organizzerà una visita aperta a tutti. Ulteriori informazioni saranno fornite nei prossimi mesi.
Il Refettorio ambrosiano ha sede nell’ex teatro annesso alla parrocchia San Martino nel quartiere Greco di Milano, una sala risalente agli anni ‘30 e ormai in disuso. Questo spazio dalle pregevoli linee architettoniche è stato completamente ristrutturato e trasformato in un refettorio aperto alla solidarietà.
Come negli antichi refettori di cui proprio Milano vanta esempi mirabili – si pensi alla sala del convento accanto al santuario Santa Maria delle Grazie sulla cui pareti Leonardo Da Vinci affrescò l’Ultima Cena – la mensa sarà anche un luogo di arte e Bellezza.
Il Refettorio ambrosiano nasce dalle intuizioni dello chef Massimo Bottura e del regista Davide Rampello, che da subito hanno coinvolto la Diocesi di Milano e in particolare la Caritas per tradurre in concreto questa originale idea di solidarietà alla quale si sono unite le eccellenze dell’arte, della cultura e della cucina.
Il Refettorio ambrosiano è un’esperienza stabile che continuerà a funzionare anche oltre la conclusione di Expo. Caritas Ambrosiana è responsabile della gestione, inserendo il progetto in una rete integrata di servizi alla persona capace di offrire un percorso completo di accompagnamento e promozione umana. Il Refettorio conta in tutto 90 posti e distribuisce pasti caldi agli utenti dei centri di ascolto della Caritas, dei servizi specifici, del Rifugio per senza tetto della Stazione Centrale.
Sito web “Refettorio Ambrosiano”
Intervista Luciano Gualzetti (vice-direttore Caritas Ambrosiana)
Oggi metà della popolazione mondiale vive in un’area urbana. Tra meno di quarant’anni questa percentuale salirà a oltre il 60 per cento, ponendo sfide enormi ai governi locali. Come favorire uno sviluppo urbanistico equilibrato? Come garantire trasporti pubblici efficienti? Come riorganizzare servizi idrici, fognari di raccolta e smaltimento rifiuti? Ma soprattutto come sfamare le città in modo equo e sostenibile, senza depauperare risorse scarse?
Nutrire una città è una sfida complessa: comporta scelte che toccano non solo l’economia, ma la salute, l’ambiente, l’educazione, l’inclusione sociale.
Alcune città come New York, Toronto, Melbourne o Londra hanno già adottato una Food Policy: un insieme di politiche che delineano una visione condivisa sul futuro rapporto della città con il cibo e definiscono le azioni chiave per attuare questa visione, armonizzando i vari progetti che l’amministrazione porta avanti sul tema dell’alimentazione.
Milano ha deciso di impegnarsi per rendere il suo sistema alimentare più equo e sostenibile dotandosi della propria Food Policy, la strategia che orienterà le politiche cittadine relative al cibo nei prossimi cinque anni.
Sito web “Milano Food Policy”